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Tonno dello Sri Lanka contaminato con istamina venduto in Veneto, insalata con il
topo, vongole italiane con la salmonella, latte francese avariato distribuito in Toscana, e
poi granchi e calamari al Cadmio, verdesca al mercurio, scorfani e merluzzi con larve di
insetti, ostriche francesi vendute a Genova con il virus dell'Epatite A, salsa tartufata
bianca con il botulino.
In questa prima metà di 2008 sono state 1.435 le notifiche di alimenti avariati o contaminati
giunte al Ministero della Salute, Direzione generale per la sicurezza degli alimenti e della
nutrizione. È quanto si legge nella relazione sul sistema di allerta comunitario per il
trimestre aprile-giugno 2008. Delle 720 notifiche del secondo trimestre 2008, 119 sono state
segnalazioni di allerta, 278 informazioni e 323 respingimenti. Sempre nel secondo trimestre, i
prodotti nazionali irregolari sono risultati 15, tre dei quali distribuiti all’estero.
Irregolarità sia igienico sanitaria (contaminanti biologici, residui di antiparassitari,
metalli pesanti, micotossine, stato di conservazione, additivi e coloranti) sia di natura
formale e merceologica (etichettatura non conforme dal punto di vista sanitario, frodi). I
nemici numero uno dei cibi sono risultati salmonella (70 segnalazioni), E.coli e Listeria.
Mentre i maggiori contaminanti chimici sono le micotossine (223 notifiche), seguite dai
metalli pesanti e dai residui di fitofarmaci.
Notevole anche il numero di segnalazioni per la presenza di corpi estranei negli alimenti
(32). Fanno capolino anche gli allarmi per gli Ogm non autorizzati (9) e per i ’Novel
Food’ (3). Tra i prodotti italiani a rischio, molti sono stati scoperti dopo la vendita
all'estero: in Germania hanno segnalato la ricotta di pecora con
la Listeria
, in Belgio il mangime per piccoli animali con le enterobatteriacee, in Olanda addiritttura
l'acqua per ghiaccioli alla fragola con un'infestazione da muffe. Crescono le irregolarità
per dietetici e prodotti alimentari, ma anche quelle per prodotti della pesca, gelati e
dolciumi.
Ma i rischi maggiori sono nella categoria frutta secca e snack: 209 segnalazioni nel secondo
trimestre, in calo rispetto al primo ma comunque saldamente in testa tra i cibi più a
rischio. Mentre nei prodotti di mare il rischio maggiore è per la presenza di mercurio e di
cadmio. Riscontrati anche arsenico (in filetti di merluzzo cinesi), benzopirene, diossine, e
residui di farmaci veterinari in gamberi, anguille, scampi provenienti quasi tutti da oriente.
La carne invece è risultata contaminata in prevalenza, da salmonella, larve di insetti, E.coli
e cloramfenicolo. Più varie le denunce per frutta e vegetali: si va dai frammenti di vetro
trovati in funghi in barattolo dalla Cina al topo morto in confezioni di insalata di campo
francesi, e poi feci di roditori, muffe, piombo, larve di insetti.
Mentre il rischio maggiore per gelati e dolciumi è il rischio di soffocamento, segnalato in
particolare per le coppette di gelatina di frutta provenienti da Taiwan e Vietnam. Non sono
esenti da allarmi anche i materiali da cucina che giungono a contatto con gli alimenti: 45
segnalazioni solo negli ultimi tre mesi, quasi tutti prodotti cinesi. Dal macinapepe che
lascia nell’ambiente nichel alle casseruole con migrazione di composti organici volanti, dai
piatti e forchette in melamina con rischio di migrazione di formaldeide alle bottiglie di
alluminio che «perdono» colore.
Data
articolo: luglio 2008
Fonte: www.lastampa.it
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