"Il miglior modo per ingrassare? Mangiare
cibi light!"
Molti
cibi light non sono leggeri per niente e i benefici per la salute
vantati dalla pubblicità non sono quasi
mai provati da studi clinici. Inoltre molti cibi e bevande light usano l’aspartame
come dolcificante.
tratto da http://www.psichesoma.com
del 25 maggio 2009 a firma di
DanieleMD
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Cibi
e bevande light, integratori alimentari, yogurt probiotici: sono questi i prodotti che
promettono benefici per la salute e sono gli unici il cui fatturato cresce costantemente.
Secondo l’ultimo rapporto dell’Ismea (l’Istituto di servizi per il mercato alimentare),
il settore dei biscotti dietetici è salito del 16,7 per cento nell’ultimo anno; quello
degli integratori alimentari del 17,7; i succhi di frutta light hanno guadagnato addirittura
il 60. E la cosa assurda è che più salgono i loro prezzi, più gli italiani li comprano, a
costo di risparmiare sui più ordinari pasta o verdure. Siamo proprio polli… o forse come a
solito la comunicazione (pubblicità e informazione “di parte”) ci convince che sono
prodotti che possono fare solo del bene. Per
capire quanti prodotti mantengano quello che le etichette promettono, ‘L’espresso’ ha
sottoposto i claim più diffusi all’esame di esperti legali e di nutrizionisti. Per scoprire
che molti cibi light non sono leggeri per niente, che i benefici
per la salute vantati dalla pubblicità non sono quasi mai provati da studi clinici,
e che in molti casi a rigor di legge l’etichetta andrebbe rifatta di sana pianta per non
ingannare il consumatore. Ma anche quando l’etichetta è a norma di legge, è la scienza
dell’alimentazione a suggerire di non farsi abbagliare. Dal
punto di vista
fisiologico, i dolcificanti stimolano i centri cerebrali del gusto in modo diverso, molto di
più rispetto allo zucchero normale (lo si è visto con la risonanza magnetica funzionale), e
per questo aumentano indirettamente il desiderio di dolce. Inoltre alterano il metabolismo
perché al gusto dolce non corrisponde, come atteso dal corpo, un apporto di calorie, e il
mancato rifornimento calorico induce l’organismo a cercare altro cibo dolce, accumulando così
calorie non necessarie. Negli
animali l’effetto deleterio è molto evidente: se vengono nutriti con dolcificanti, assumono
più calorie totali e guadagnano più in fretta peso rispetto agli animali che hanno una dieta
che comprende zucchero normale, e hanno un innalzamento della temperatura corporea diverso da
quello atteso. Gli
esperti, che hanno rilevato risultati simili con diverse molecole (aspartame, saccarina,
sucralosio e altri), e li hanno spesso confermati con test in vitro, sono concordi sulla
necessità di compiere studi sull’uomo più approfonditi e prolungati. Peggio ancora va con gli integratori alimentari,
prodotti a metà strada tra il cibo e il farmaco che promettono benefici di ogni ordine, dal
minore assorbimento di grassi alla riduzione del colesterolo, fino alla protezione da molti
tumori. Il ragionamento sembra filare: chi mangia molta frutta e verdura sta meglio, e questo
ce lo dice l’epidemiologia. Perché allora non isolare i composti chimici responsabili di
quell’effetto, trasformarli in pillole o gocce, e liberarsi del fastidio di mangiare il
resto della carota o del pomodoro? Via quindi a fibre, polifenoli, flavonoidi e carotenoidi,
chitosano e glucomannano, sali minerali come cromo e iodio, estratti di alghe e piante
esotiche. Un mercato, come si è visto, in crescita costante. Per
finire quindi vi riporto alcune frasi di Andrea Ghiselli, ricercatore dell’Istituto
nazionale per la ricerca sugli alimenti e la nutrizione: ”Non
esiste un alimento sano, esiste solo una dieta sana. Mangiare cose semplici, non troppo e
variando il più possibile. Chi segue queste consigli e fa un po’ di movimento può
fregarsene di tutti i prodotti light, probiotici o quant’altro. L’idea di correggere stili
di vita sbagliati con cibi opportunamente ritoccati è pericolosa. Basta guardare come è
fallita negli Stati Uniti, dove l’epidemia di obesità è inarrestabile…” Fonti |
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