"Sfratto dopo 40 anni, finisce l'utopia di
Cristiania"
La comune nel centro di Copenhagen «è dello Stato».
Christiania, il posto più tranquillamente eversivo d'Europa con
la sua Pusher Street e i tricicli dal carrello anteriore porta-bambino, con la sua vita a misura
d'uomo (auto proibite)
e pure di spinello, così com'è non può andare avanti.
tratto da http://www.corriere.it
del 27 maggio 2009 a firma di Michele
Farina
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Di fatto è una sentenza di sfratto. Dopo decenni di schermaglie, qualche auto incendiata e tre anni di battaglie legali,
ieri l'Alta Corte danese ha dato ragione al governo di centro-destra e torto all'ultima
roccaforte hippie. Sfratto all'Utopia, o se preferite alla pacifica illegalità di un altrove
chiamato Christiania. «E' la prova che nessuno è al di sopra della legge», cantano vittoria
i Liberali. «Faremo appello alla Corte Suprema», assicura il portavoce dei «christianiti»
Thomas Ertman. Niente sgomberi, per ora. Ma il verdetto è chiaro: Quei Christiania è terreno dello Stato, hanno stabilito i giudici, quindi in teoria di tutti, e proprio per questo destinata a sciogliersi, a perdere la
propria unicità, a dare cittadinanza e negozi e diritto di proprietà a gente da fuori, per
esempio a chi potrà permettersi i nuovi appartamenti già progettati a prezzi di mercato. Per
ora i 900 sopravvissuti (150 bambini) della comune più famosa (e integrata) del mondo restano
lì, nel loro bucolico centralissimo altrove, nelle case colorate e graffitate di cui godono
l'usofrutto per la modica cifra di 200 euro al mese (di spese). Ma adesso la «città libera»
(Fristaden) divisa in 19 circoli che adottano la legge dell'unanimità (la maggioranza non è
abbastanza) è meno «libera» di prima. E il suo futuro sembra segnato. Ieri mattina fuori
dal tribunale la sentenza è stata accolta con qualche mugugno ma senza incidenti dal popolo
dei «christianiti» che aspettavano con le loro bandiere rosse e gialle e il loro simbolo, la
lumaca. Sono gente pacifica, famiglie con bambini (un paio di primavere fa la battaglia
notturna con la polizia fu causata da gruppi di autonomi). La possibilità di rivolgersi alla
Corte Suprema è stata discussa in serata nell'assemblea alla Grâ Hal, l'hangar grigio che
nei giorni migliori ospita feste e concerti (nella Christiania dei tempi d'oro sono passati
Bob Dylan e i Rolling Stones). Dal pop ai tribunali: Knud Foldschak, l'avvocato che ha difeso
la comunità in tribunale, sostiene che il verdetto — riconoscendo la realtà di Christiania
negli ultimi 40 anni — costituisce «una vittoria morale» e «una buona base» per
continuare la battaglia alla Corte Suprema. Tollerati e poi osteggiati dalla politica. Nel 1989 il governo socialdemocratico riconosce a Christiania lo status di «esperimento
sociale», spostando il controllo sull'area dalle autorità cittadine allo Stato. Nell'87 un
memo del ministero della Giustizia aveva avallato la tesi secondo cui lo Stato poteva
recuperarne il controllo solo previo accordo con i residenti. Ma nel 2004 il centro-destra al
potere, guidato dal «bel» Anders Fogh Rasmussen, chiede la «normalizzazione» della città
hippie. L'autonomia di Christiania, il paradiso fiscale più comunista d'Europa, subisce i
primi colpi. Sulla centrale «via degli spacciatori» spariscono i banchetti per la vendita di
hashish e marijuana (che secondo la polizia alimentava un mercato di 134 milioni di euro). Gli
abitanti sono costretti a pagare le tasse, ma rifiutano di aprire la loro «riserva indiana»
all'intervento esterno. Il Parlamento vota la fine dell'«esperimento sociale». Nel 2006 i «christianiti»
si appellano ai giudici. Ieri hanno perso. Il governo li invita a lasciar perdere Cristiania Da
Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Christiania, nota anche come Città Libera di Christiania, è un
quartiere parzialmente autogovernato della città di Copenaghen,
Danimarca,
che ha stabilito uno status semi-legale come comunità indipendente. Christiania si trova nel centrale distretto di Christianshavn,
uno dei Christiania venne fondata nel 1971,
quando un gruppo di hippie
occupò un'area costituita da edifici militari abbandonati. Una delle persone più influenti
del gruppo era Jacob
Ludvigsen, che pubblicava un giornale anarchico,
che annunciò ampiamente la proclamazione della Città Libera. Per anni lo status legale della
zona è rimasto avvolto nel limbo,
mentre il governo danese tentò, senza successo, di rimuovere gli occupanti. Più di una cinquantina di collettivi diversi esercitano attività artigianali,
culturali, teatrali ecc. Christiania ha il suo asilo, la panetteria, la sauna,
la fabbrica di biciclette, la tipografia, la radio libera, degli atelier di restauro, il
cinema, bar, ristoranti, luoghi di spettacolo. Famosa per la sua via principale, nota come Pusher Street, dove l'hashish
veniva venduto da chioschetti permanenti fino al 2004,
Christiania ha comunque delle regole che vietano le droghe pesanti. Christiania ha negoziato
un accordo con il ministero della difesa danese (che è ancora proprietario del terreno) nel 1995,
e i residenti non pagano tasse. Il futuro di Christiania rimane incerto, in quanto le autorità danesi continuano a
premere per la sua rimozione. Gli abitanti contrattaccano con l'umorismo o la perseveranza - ad esempio, quando nel 2002
le autorità chiesero che il commercio di hashish
venisse reso meno visibile, le bancarelle vennero coperte con dei teli mimetici. Il 4
gennaio 2004,
le bancarelle vennero demolite dagli stessi proprietari (senza per questo cessare il commercio
della sostanza, che prosegue su base personale) come un modo per persuadere il governo a
permettere che Christiania continui ad esistere. il 1º gennaio 2006 la città ha perduto il suo statuto speciale di comunità
alternativa. Il 19 maggio |
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