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ROMA-I sogni consolidano
il ricordo di ciò che è avvenuto durante la veglia e danno al cervello una seconda
possibilità di distillare informazioni. I sogni dunque servono a rivedere le esperienze
recenti, fissano i ricordi nella memoria e contribuiscono allo sviluppo del cervello. Secondo
Robert Stickgold, neuroscienziato all’Harvard Medical School di Boston, «il sogno non si
limita a rafforzare la memorizzazione, serve anche a ricavare significati». Matthew Walzer,
neuroscienziato alla Harvard Medical School, sostiene poi che i diversi stadi del sogno
servano a consolidare tre differenti tipi di memorie: le memorie spaziali, quelle dichiarative
e i ricordi.
Le prime due si consolidano durante il sonno a onde lente, mentre i ricordi con una forte
componente emotiva si elaborano e fissano durante il sonno Rem, quello in cui si sogna di più.
Durante questa fase, il cervello emotivo e quello che elabora le immagini sono attivi, mentre
la corteccia prefrontale, parte razionale del cervello è muta. «Questo spiega la bizzarria
del mondo dei sogni -dice Stickgold- e anche la creatività del sogno, cioè la capacità di
assemblare ricordi in modo diverso dal solito».
Sono questi i risultati di alcune nuove ricerche su come il cervello partorisce la bizzaria
dei sogni, studi riportati anche dal periodico scientifico «Focus», il mensile diretto da
Sandro Boeri, che, nel nuovo numero in edicola, traccia uno scenario inedito delle ultime
conquiste della neuroscienza sugli studi del cervello e dei sogni.
La storia è piena di esempi illustri di uomini che trovarono la soluzione di un problema al
loro risveglio: il chimico Friedrich Kekulè sognò un serpente che si mordeva la coda e al
risveglio capì che la molecola del benzene era esagonale; Henri Poincarè risolse formule
matematiche; Robert L. Stevenson inventò Lo strano caso del Dr Jekyll e Mr Hyde e Paul
McCartney in sogno compose la musica di Yesterday. Perchè?
Secondo Stickgold, il sogno aiuta a individuare connessioni passate che normalmente rimangono
inosservate durante la veglia. Nell’opinione di altri ricercatori, il sogno avrebbe una
funzione terapeutica e fa maturare il cervello ed elaborare le esperienze diurne. «Il sogno
è un grande psicoterapeuta» sostiene infatti Rosalind Cartwright, del dipartimento di
scienze comportamentali della Rush University di Chicago.
E per i ricercatori americani William Domhoff e Katrin Meyer-Gomes, nonostante le differenti
culture, gli uomini condividono i medesimi sogni legati alle fasi comuni dell’esistenza. Ad
esempio, gli studenti sognano di perdere il treno o di non trovare la propria classe al
momento del suono della campanella; allo stesso modo, la maggior parte dei giovani sogna di
scappare lontano dai propri inseguitori senza però riuscire a trovare vie di fuga.
I sogni delle donne, inoltre, sono prevalentemente ambientati in spazi chiusi, mentre gli
uomini sono protagonisti di avventure surreali e con figure fantastiche.
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