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PARIGI - Primo, siate brevi: non prolungate le
conversazioni al cellulare, i possibili rischi sono proporzionati alla durata delle chiamate.
Secondo, siate sintetici: usate gli sms o la email, diminuisce così l'impatto
elettromagnetico. Terzo, non abbiate fretta: quando si tratta di comunicazioni professionali,
amorose o comunque lunghe, prendete un momento per fermarvi a parlare da un telefono fisso.
Quarto, siate prudenti: tranne che in casi urgenti, non date mai un cellulare a un bambino
sotto ai 12 anni, gli organi in via di sviluppo sono quelli più sensibili alle onde
elettromagnetiche.
Sono alcune delle regole contenute nel nuovo "codice di condotta" pubblicato ieri da
una ventina di scienziati internazionali specializzati nella lotta ai tumori, tra cui
l'italiano Franco Berrino e il popolare autore francese del bestseller "Guarire",
David Servan-Schreiber. Un appello che non vuole essere un allarme. "Siamo in un momento
in cui la ricerca dibatte ancora sui rischi del cellulare" spiega Henri Pujol, presidente
della Lega contro i tumori. "Proprio per questo bisogna essere prudenti". Non ci
sono prove certe della tossicità dei cellulari, ma quasi tutti gli studi confermano che
un'esposizione prolungata favorisce la comparsa di "glioma", ovvero tumori del
tessuto del sistema nervoso centrale. I ricercatori però si dividono sull'incidenza di questo
rischio: c'è chi lo considera "basso" e chi addirittura pronostica un
raddoppiamento dei tumori.
Certi punti di questo nuovo vademecum sembrano di difficile applicazione, come tenere sempre
il cellulare a oltre un metro di distanza dal corpo (perché così l'impatto elettromagnetico
diminuisce di cinquanta volte). La raccomandazione sui bambini forse è arrivata già troppo
tardi: un bambino su cinque possiede il cellulare alle medie e quattro su cinque al liceo.
Altri consigli sono facili da seguire: per esempio, verificare prima di comprare un
apparecchio il codice Sar (Specific Absorption Rate) che misura l'assorbimento delle onde da
parte del corpo. Minore è il Sar meno, in teoria, ci sono rischi. Altre regole, ancora,
suggeriscono una piccola rivoluzione di vita e comportamento: chiamate brevi, niente telefono
in treno o in macchina. "Non si tratta di demonizzare il cellulare. Nessuno di noi, tra
l'altro, ci ha rinunciato" premette Servan-Schreiber, psichiatra all'università di
Pittsburgh.
Paradossalmente, l'unica cosa certa è che c'è incertezza sulla tossicità dei cellulari.
Poche assicurazioni oggi coprono il rischio da onde elettromagnetiche e molti fondi
d'investimento hanno richiesto maggiori informazioni sanitarie per misurare l'affidabilità
delle società di telecomunicazioni quotate in Borsa. "Il nostro appello - spiega Thierry
Bouillet, oncologo all'ospedale Avicenne di Bobigny - si rivolge ai produttori: avrebbero
tutto l'interesse a limitare gli eccessi da telefonino".
Un invito rivolto anche ai governi e ai ministeri della Salute, "troppo spesso conniventi
con le lobby dell'industria" scrivono gli scienziati. "Oggi viviamo una situazione
simile a quella di cinquant'anni fa, con l'amianto e il tabacco" conclude il documento.
Meglio dunque adottare piccoli accorgimenti, sapendo che un rischio per la salute c'è. Se
piccolo o grande si scoprirà in futuro.
(16 giugno 2008)
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