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"Cellulare mentre si guida, come ubriachi"  
 Uno studio condotto presso la Carnegie Mellon University di Pittsburgh, sembra dimostrare che l'ascolto di qualcuno 
al telefonino mentre stiamo guidando produce un effetto distraente quasi paragonabile a quello indotto dall'alcol.

 
del 5 marzo 2008 tratto dal sito www.ansa.it

ROMA - "...Avevo dimenticato di dirti se, dopo aver preso i bimbi a scuola, puoi passare al supermercato per la cena di oggi...": che portiate gli auricolari o abbiate il vivavoce inserito, in macchina, l'ascolto di questa conversazione potrebbe 'ubriacarvi', con effetti deleteri sulla vostra guida.

Infatti uno studio condotto presso la Carnegie Mellon University di Pittsburgh, sembra dimostrare che l'ascolto di qualcuno al telefonino mentre stiamo guidando produce un effetto distraente quasi paragonabile a quello indotto dall'alcol: si commettono errori simili al volante, uscendo per esempio dal rettilineo o andando a sbattere contro il guardrail. L'effetto distraente dell'ascolto passivo, (figuriamoci del rispondere, digitare, scrivere sms), secondo quanto 'misurato' con la risonanza magnetica su un gruppo di 29 volontari al simulatore di guida, taglia del 37% le risorse cerebrali destinate alla guida, facendo vacillare l'idea che auricolari e vivavoce siano la soluzione per parlare guidando, ha detto Marcel Just che ha pubblicato i suoi risultati sulla rivista Brain Research.

"L'ascolto di una telefonata non è mai un atto passivo, coinvolge diversi canali sensoriali del nostro cervello ed è indubbio che abbia un effetto distraente potenzialmente rischioso alla guida - commenta lo psichiatra Luigi Janiri dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. Ma ritengo improprio paragonare l'ascolto del telefono alla guida in stato di ebbrezza, quando si è sotto l'effetto dell'alcol lo si è per un tempo più lungo di quello di una telefonata, inoltre l'alcol riduce tutte le funzioni cognitive, rallenta i riflessi, diminuisce il livello di vigilanza". Gli esperti Usa hanno monitorato con la risonanza lo stato di attività del cervello dei 29 al simulatore di guida: durante l'ascolto della telefonata la risonanza ha registrato una riduzione del 37% dell'attività dei 'centri nervosi della giuda', circuiti siti nel lobo parietale e cruciali per l'automobilista in quanto integrano informazione sensoriale, percezione spaziale e navigazione; inoltre si riduce l'attività della corteccia visiva che elabora informazione giunta dagli occhi. Inoltre i volontari commettevano errori, l'ascolto li distraeva al punto da farli sbandare e anche andare contro il guardrail, errori simili a quelli che si possono commettere sotto l'effetto dell'alcol. E questo solo con l'ascolto, afferma Just, figuriamoci cosa succede quando gli automobilisti interagiscono nella conversazione o digitano sms; la libertà delle mani offerta da dispositivi come il vivavoce è senz'altro utile, ma "non basta tenere le mani sul volante, bisogna anche avere il cervello sulla strada".

"Ascoltare qualcuno al telefono - aggiunge Janiri che è anche neurologo - è un compito attivo perché impone di tenerci pronti a ribattere nella conversazione, poi entrano in gioco le emozioni indotte dalle parole della persona che ci parla, tutt'altra cosa l'ascolto della radio da cui possiamo distrarci in ogni momento". E anche i passeggeri sono meno distraenti di una chiamata, rincara la dose Just, perché sono lì e capiscono quando è il momento di parlare o meno al guidatore, e lo comprendono se è preso dalla strada più che da loro. Oggi siamo abituati a fare più cose insieme, conclude Janiri, ma l'effetto distraente è innegabile. "La strada non é il luogo adatto per intrattenersi in una coinvolgente discussione di affari o personale - conclude Just - perché situazioni imprevedibili potrebbero coglierci alla sprovvista".