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"Studio Cosmos sugli effetti del cellulare"  
  E’ stato presentato il progetto Cosmos, una ricerca in tempo reale, della durata di 20/30 anni, che si prefigge 
lo scopo di chiarire definitivamente l’impatto che i cellulari hanno sulla nostra salute. 

tratto dal sito
http://www.newnotizie.it del 27 aprile 2010 a firma di Giulia Di Trinca

E’ stato presentato il progetto Cosmos, una ricerca in tempo reale, della durata di 20/30 anni, che si prefigge lo scopo di chiarire definitivamente l’impatto che i cellulari hanno sulla nostra salute. Tra soli cinque anni i primi risultati.

Si dibatte da ormai molto tempo sui possibili danni provocati dall’esposizione alle onde elettromagnetiche dei nostri cellulari, molti studi sono stati affrontati per comprendere l’effettivo rischio a cui ormai noi tutti siamo esposti, visto che l’utilizzo del cellulare è comune quanto un pasto quotidiano.

Sta per partire un nuovo studio chiamato Cosmos – Cohort Study on Mobile Communications, che coinvolgerà ben 250.000 europei per una durata che va dai 20 ai 30 anni, i cui dati saranno disponibili già tra cinque anni, e sarà coordinato da Paul Elliott dell’Imperial College di Londra, in Gran Bretagna.

Verranno esaminati in tempo reale i comportamenti che i volontari avranno con i loro cellulari, al fine di poterne studiare gli effetti soprattutto riguardo l’insorgenza di tumori al cervello, alla pelle e morbo di Alzaheimer.

La ricerca si prefigge la chiarezza completa sul problema cellulare, indagato in molti studi che non hanno però, mai portato a risultati univoci. Si tratta di uno studio globale, che riguarderà anche altri paesi come Danimarca, Svezia, Finlandia e Olanda, che comprenderà anche lo studio dell’uso del wi-fi, cordless e telemonitor per i neonati.

Veramente molto dibattuto, il problema è stato affrontato anche da un’altra grande ricerca, che ha presentato pochi mesi fa i suoi risultati, basati sullo studio della comparsa annuale di glioma e meningioma tra gli adulti a partire dai 20 anni, in un arco di tempo che andava dal 1974 al 2003. Dalla ricerca è emerso che la frequenza dei tumori non è aumentata dopo la comparsa del fenomeno cellulare.

Ma il problema di questo, come di tanti altri studi, è che si basano su dati pregressi e non sull’osservazione in tempo reale, come si prefigge di fare la ricerca Cosmos, ed inoltre non tengono presente che spesso, si verifica un gap temporale tra l’uso dei cellulari e il periodo di incubazione dei tumori al cervello che risulta essere spesso molto lungo.