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"Oms: Il telefonino può causare il cancro"
Le radiofrequenze da cellulare «potrebbero causare il cancro». Lo ha deciso un gruppo di 34 esperti dell'Agenzia 
Internazionale per la ricerca sul cancro dell'Oms.
Davanti al rischio gli esperti consigliano auricolari e sms.
tratto dal sito http://www.lettera43.it del 31 maggio 2011

Le radiofrequenze da cellulare «potrebbero causare il cancro». Lo ha deciso un gruppo di 34 esperti dell'Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro dell'Oms, che al termine di una review degli studi sul tema ha definito i campi elettromagnetici come «possibly carcinogenic».
La valutazione del panel di esperti, che sarà contenuta in una monografia di prossima pubblicazione, si basa sia sui test sugli animali effettuati finora che sui dati degli studi epidemiologici sull'uomo: «In entrambi i casi le evidenze sono state giudicate 'limitate' per quanto riguarda il glioma e il neurinoma acustico (tumore del nervo uditivo ndr)», ha spiegato Jonathan Samet, che ha coordinato il gruppo di lavoro, «mentre per altri tipi di tumore non ci sono dati sufficienti».

AURICOLARI E SMS PER RIDURRE L'ESPOSIZIONE. Gli esperti hanno sottolineato che serviranno ulteriori ricerche prima di avere conclusioni definitive: «La nostra classificazione implica che ci potrebbe essere qualche rischio», ha aggiunto l'esperto, «e che tuttavia dobbiamo continuare a monitorare con attenzione il link tra i cellulari e il rischio potenziale. Nel frattempo è importante prendere misure pragmatiche per ridurre l'esposizione, come l'uso di auricolari o il preferire i messaggi di testo alle telefonate ove possibile».

OPERATORI: STANDARD SICUREZZA VALIDI. Intanto la Gsma , l'associazione che rappresenta gli operatori di telefonia mobile nel mondo, dopo le dichiarazioni dell'Oms sulla possibilità di sviluppo dei tumori legata all'uso dei telefonini, precisa che lo studio dello Iarc «suggerisce che un rischio è possibile ma non probabile» ed affermano che gli attuali standard di sicurezza, alla luce delle attuali conoscenze, restano validi. «Detto più semplicemente questa valutazione scientifica», si legge nota della Gsma, «ha identificato alcune prove indicative negli studi umani ma nessun consistente supporto da quelli sugli animali e sulle cellule».
La Gsma riconosce che alcuni utenti di telefonini possano essere preoccupati. «Ma gli standard di sicurezza rimangono validi e il risultato di questi test dovrebbe essere inteso come indicativo della necessità di ulteriori future ricerche». Studi futuri, ricorda l'associazione, osserveranno la salute degli utenti di cellulari nel lungo periodo.
Studi già avviati con la collaborazione dei membri della Gsma riguardano 250 mila persone. «Nel decennio passato più di 30 autorevoli studi indipendenti condotti in tutto il mondo, fra cui anche dall'Oms, hanno concluso che gli standard attuali di sicurezza per i cellulari assicurano protezione a tutte le persone contro tutti i rischi conosciuti per la salute», prosegue la nota. La classificazione dello Iarc è un giudizio scientifico di qualità che «dovrà essere esaminato dalle agenzie di salute pubblica e dall'Oms prima che possa essere fatta qualsiasi raccomandazione».

CODACONS PREPARA CLASS ACTION. «Già da tempo il nostro ufficio legale, sulla base delle conoscenze finora acquisite ha avviato un studio sulla fattibilità di un class action in favore di tutti coloro che utilizzano telefonini cellulari in relazione ai danni alla salute da questi prodotti. Dopo l'allarme lanciato dall'Oms la nostra azione collettiva prende sempre più forma ed é destinata ad approdare a breve in tribunale», ha affermato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. «Lo scopo della nostra class action è quello di far ottenere un risarcimento agli utilizzatori di cellulari per i gravi rischi corsi legati alla possibile insorgenza di tumori. Dopo la notizia diffusa oggi chiediamo al Ministero della Salute di obbligare i produttori di apparecchi telefonici ad apporre sui cellulari avvertenze circa possibili pericoli per la salute al pari di quanto già avviene per i pacchetti di sigarette».