"In Francia cellulari vietati in elementari
e medie"
Il Senato francese ha inserito nel progetto di legge denominato 'Grenelle 2'
sull'ambiente, il divieto di usare telefoni
cellulari nelle scuole materne, elementari e medie per misura di precauzione per la salute dei
bambini.
tratto dal sito http://www.aamterranuova.it
del 8 ottobre 2009
a firma di C.B.
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Francia: vietati i cellulari ai bambini? È di questi giorni la notizia che in Francia il ministro dell'Ambiente
Jean-Louis Borloo ha presentato un disegno di legge che prevede una drastica riduzione della
possibilità di utilizzo da parte dei bambini dei telefoni cellulari al fine di preservare la
loro salute. Il progetto legislativo prevede la messa al bando di cellulari per bambini al di
sotto dei 6 anni di età, il divieto di pubblicità che spingono i minori di 12 anni
all'acquisto di un telefonino e il rispetto di determinati parametri tecnici (livello di
emissioni) degli apparecchi prodotti e commercializzati che d'ora in poi dovranno contenere
nella confezione di vendita anche l'auricolare. Al di sotto dei 10 anni di età si suggerisce
l'uso del telefono fisso oppure, in caso di reale necessità di utilizzo di un telefono
mobile, il ricorso appunto all'auricolare. La decisione è stata presa in seguito ai dati scientifici di cui ormai si
dispone rispetto alle gravi patologie cui sono esposti i bambini che ricorrono ad un uso
abituale del cellulare, primo fra tutti il rischio di sviluppare nel lungo periodo alcuni tipi
di tumore al cervello. Il disegno di legge prevede anche campagne di sensibilizzazione per i
ragazzi sulla pericolosità delle onde elettromagnetiche. Su questo tipo di indagini mediche il Karolisnka Institutet di Stoccolma è il
centro universitario in cui da anni si sta accumulando veramente una grande quantità di dati
e documentazione. Uno studio indipendente coordinato da questo istituto di ricerca, uscito nel
2005, stabilisce una volta per tutte la nocività in generale dei campi magnetici e nello
specifico di quelli da telefonia mobile con particolari aggravamenti di rischio genotossico e
carcinogenico proprio per i bambini 1. La coscienza di questo rischio sta emergendo lentamente nelle nostre società.
Proposte simili di regolamentazione dei cellulari sono infatti già state fatte anche in Gran
Bretagna, sebbene sinora senza risultato. Una parte consistente del mondo scientifico continua
a negare legami certi tra insorgenza di determinati tumori cerebrali ed elettromagnetismo,
asserendo che l'impatto sull'organismo di quest'ultime è assolutamente irrilevante. Questi profughi “elettromagnetici” non potrebbero essere il segnale
premonitore di una débacle organica silenziosamente in corso in tutta la specie umana? Siamo
davvero coscienti di quello che ci sta accadendo? La nostra Fede nel progresso è motivata da
fatti dimostrabili e veri? O siamo ancora nel mondo del miracolistico semplicemente traslato
dalla Chiesa al Laboratorio? Sembrano domande con risposte scontate, ma mi pare di capire,
dati alla mano, che non è proprio così. Per farsi un'idea della situazione reale si può anche scorrere la ricerca
coordinata da Eileen O'Connor nel 2006, che analizza anche l'impatto sulla salute umana delle
antenne della telefonia cellulare. Secondo questa ricerca, in caso di vicinanza a questi
ripetitori vengono segnalati sintomi diffusi e accertati come disturbi del sonno,
palpitazioni, vertigini, mal di testa, eruzioni cutanee ecc. 3. Un noto giornale inglese, il London Sunday Times, ha invece rotto
il silenzio nel 2007 riportando finalmente una serie di studi che comproverebbero il legame
cancro/telefono mobile/ripetitore4. Per concludere questa brevissima segnalazione di studi, possiamo riportare le
parole del dott. Robert O. Becker, il cui nome è stato proposto due volte per il premio
Nobel, che ha definito la proliferazione dei campi elettromagnetici “il maggiore elemento
di inquinamento sull'ambiente terrestre”5. Mi sembra chiaro che un principio di prudenza dunque si impone. Tanto più per i
bambini. Un aiuto concreto nel quotidiano e nelle proprie case sarebbe quello di spegnere
tutti gli apparecchi elettrici quando non in uso, non tenerne vicino al letto, usare
l'auricolare per telefonare da mobile, non lasciare apparecchi in stand-by e magari, perché
no, ricorrere all'utilizzo di piante che assorbono radiazioni nocive come il Spathiphyllum,
la peperomia e il Cirrus peruvianus. Per gli eroi comunque basta buttare il
cellulare nel cestino. Del riciclo ovviamente. E gran parte del lavoro è fatto. (1) Swedish Radiation Protection Agency (SSI),
“Recent research on EMF and health risks. Third annual report from SSI's independent expert
group on electromagnetic field”, Karolisnka Institutet, Stoccolma, 2005. Cfr. ki.se/ki/jsp/polopoly.jsp?d=130&l=en. 15 Gennaio 2009 |
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