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Notizie allarmanti dall’Università di Pittsburgh: i telefonini andrebbero
sempre utilizzati con parsimonia e con gli auricolari. Una precauzione da adottare soprattutto
dai giovani, i cui organi sono ancora in crescita. Le conclusioni risultano completamente
diverse rispetto ad altri studi, ma se i ricercatori della Pennsylvania dovessero avere
ragione tra qualche decennio potremmo pentirci amaramente di aver guardato con indifferenza a
quell’80% di under 18 che non si stacca mai dal cellulare (nemmeno a scuola e quando dorme).
Continuano a alternarsi gli esiti di approfonditi studi sui rischi per il
cervello derivanti dall’uso dei telefoni cellulari: la versione stavolta è in chiave
allarmistica e proviene da uno dei più importanti centri di ricerca per il cancro americani,
l’Università di Pittsburgh. Qui i ricercatori hanno paragonato i cellulari a una vera e
propria roulette russa per la salute: proprio per evitare l’aumento di rischi di tumori al
cervello i telefonini, in pratica, andrebbero sempre utilizzati con parsimonia e possibilmente
con gli auricolari. I suggerimenti si spingono verso situazioni sinora mai considerate, come
quella di non usare i cellulari in luoghi pubblici ristretti, come gli autobus, per non
mettere a rischio le persone vicine.
Ma la raccomandazione più grande riguarda ancora una volta i più giovani: “i primi a dover
diminuire l'uso dei telefonini – fanno sapere gli studiosi della Pennsylvania - dovrebbero
essere i bambini, il cui cervello è ancora in fase di crescita”. Una conclusione, che se
confermata nel tempo da altre analoghe, potrebbe cambiare i costumi di vita degli under 20 di
mezzo mondo (quello tecnologicamente avanzato). Lo scorso 9 luglio il guru mass-mediologo
Derrick de Kerckhove ha affermato, durante una conferenza sui “Nativi digitali” (i giovani
nati dal
1993 in
poi), che durante un’ampia ricerca svolta in Canada per Motorola è emerso come l’80% dei
ragazzi con meno di 18 anni non si stacchi mai dal telefonino, lasciandolo acceso e pochi
centimetri anche mentre dorme.
Ed anche in Italia le cose non vanno molto meglio: una recente indagine, chiamata “Minori
e telefonia mobile”, condotta dal Centro studi minori e media di Firenze, in
scuole elementari, medie e superiori di 20 città e di 10 regioni italiane, su un campione di
2.264 studenti e 1.541 genitori, è emerso che già alle elementari 8 alunni su 10 possiedono
almeno un telefonino: ma la cosa forse più sconvolgente è che alle superiori l'80% lo tiene
sempre acceso in classe anche durante le lezioni (anche a dispetto della Direttiva n. 104 del ministero della Pubblica Istruzione del 30 novembre scorso).
Statistiche che dovrebbero riflettere far riflettere ancora di più alla luce
dell'allarme lanciato dal direttore dell'istituto oncologico dell'università statunitense,
Ronald Herberman, che in una lettera ai membri dell'università ha riportato alcuni studi
preliminari e tuttavia non ancora pubblicati, dimostrerebbero la pericolosità dei telefonini.
Herberman ha spiegato che anche se la scienza impiegherà anni prima di dimostrare la
connessione tra la malattia e l'uso dei cellulari, gli utenti dovrebbero cominciare da subito
a prendere delle contromisure.
Le considerazioni del centro di ricerca vanno prese sul serio non solo per la sua comprovata
serietà scientifica, ma anche perché formulate in una città, Pittsburgh, che dopo essere
stata considerata per anni una “la città dell’acciaio” per la forte presenza di
industrie di questo genere, viene oggi definita come il “cuore pulsante delle
telecomunicazioni in Pennsylvania”.
La teoria sconfessa quelle pubblicate finora, che hanno escluso qualunque
rischio concreto derivante dall'uso dei cellulari. L'università dello Utah aveva ad esempio
concluso all'inizio del 2008, dopo aver analizzato vari studi sull'argomento, che non è
dimostrabile nessun incremento nel numero di tumori al cervello dovuto all'uso di cellulari.
Alla stessa conclusione sono arrivati anche altri studi condotti al di fuori degli Stati
Uniti, come in Francia e Norvegia.
Per i ricercatori dell’Università di Pittsburgh sia i dati scientifici che le
caricature su internet non cambierebbero lo stato delle cose: "Anche se controversi
- ha detto il direttore del centro di ricerca universitario - siamo convinti che ci siano dati
sufficienti per prendere delle precauzioni nell'uso dei cellulari".
24/07/2008
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