"Era sempre al cellulare. Si ammala di
tumore e il Tribunale gli da ragione"
Stavo almeno
cinque ore al giorno incollato a cordless e cellulare, dall'ufficio o da camere di albergo, per
trattare
con clienti di mezzo mondo, venti minuti, mezz'ora di fila con Hong Kong o Francoforte, dal 1992
al 2002,
e poi un giorno all'improvviso, il dolore, una paresi e l'inizio di tutto...
tratto da http://www.ecplanet.com
del
12 aprile 2010 a firma di Edoardo Capuano
|
Brescia,
prima sentenza sul rapporto tra patologia e telefonino. E ora le società temono i maxi
risarcimenti. Il
manager: “Stavo almeno cinque ore al giorno incollato al cordless. Poi un giorno un
dolore...” Tumori
e cellulari. L´incubo dell'era della telefonia di massa si scrolla di dosso la patina di
leggenda metropolitana per indossare la veste ufficiale della sentenza di un Tribunale. «Stavo
almeno cinque ore al giorno incollato a cordless e cellulare, dall'ufficio o da camere di
albergo, per trattare con clienti di mezzo mondo, venti minuti, mezz'ora di fila con Hong Kong
o Francoforte, dal 1992 al 2002, e poi un giorno all'improvviso, il dolore, una paresi e
l'inizio di tutto...». “Tutto”,
per Innocente Marcolini, 57 anni, bresciano ed ex dirigente di una multinazionale, è un
tumore benigno al trigemino che pochi giorni fa, per la prima volta in Italia, è stato
riconosciuto come conseguenza dell'esposizione alle onde elettromagnetiche di cordless e
telefonini. Lo hanno stabilito i giudici della Corte di Appello di Brescia accogliendo la
richiesta di riconoscimento di malattia professionale da parte di Marcolini, assistito
dall'avvocato Danilo Mina. In
primo grado il giudice del lavoro aveva bocciato le tesi del manager, ma in appello la
sentenza è stata ribaltata ed è stata riconosciuta l'invalidità nella misura dell'80 per
cento. Per Marcolini è una vittoria anche morale visto che la raccolta di statistiche e
studi, nonché la scelta di consulenti di prestigio sono frutto di anni trascorsi a
documentarsi. Nonostante il dolore. «Dopo la scoperta del tumore - racconta - mi sono
sottoposto ad un intervento chirurgico che pur essendo stato eseguito alla perfezione non
poteva non lasciare delle conseguenze visto l´interessamento di un ganglio. Così ho un
dolore costante all'occhio che nei momenti più difficili devo contrastare con la morfina». Marcolini
ha vinto la sua battaglia (le motivazioni si conosceranno tra 40 giorni, e la possibilità di
un annullamento in Cassazione è assai ridotta, anche se le società di telefonia tremano al
pensiero di una raffica di richieste di risarcimento) grazie soprattutto a due consulenti: i
professori Giuseppe Grasso, neurochirurgo di Brescia e il professor Angelo Gino Levis,
oncologo e ordinario di Mutagenesi Ambientale all'Università di Padova - il suo sito è applelettrosmog.it. «È
una sentenza decisiva perché finalmente si riconosce ufficialmente la correlazione - spiega
Levis -. Nonostante la contropropaganda, di tumori provocati dalle onde elettromagnetiche si
inizia a parlare seriamente come ha fatto di recente l´Espresso. Non dimentichiamoci che solo
fra alcuni anni ci renderemo conto dei danni che i cellulari possono provocare ai bambini.
Telefonini tenuti sotto il cuscino di notte, oppure tutto il giorno nella tasca dei pantaloni
possono provocare neurinomi e tumori ai testicoli». «Il
perito d´ufficio ha indicato come sicura concausa del tumore le radiazioni del telefono,
aspettiamo le motivazioni ma è comunque un precedente importantissimo per la giurisprudenza»
precisa l´avvocato Mina. A sostegno delle proprie tesi Marcolini è anche riuscito a
coinvolgere nella sua battaglia il professore svedese Lennart Hardell dell´University
Hospital di Orebro, considerato tra i massimi studiosi dell´argomento. Marcolini, che parla
quattro lingue correntemente, e Hardell si sono scritti lunghe mail e alla fine il professore
ha inviato un suo documento che è stato anche prodotto in udienza. «Tra poche settimane a
Cremona andrà in aula un caso simile - racconta il professor Levis - un altro funzionario
addetto alle vendite che passava ore al telefono ed è stato colpito da un cancro alla
parotide. Anche lui come Marcolini, pur essendo destrorso, per poter scrivere teneva il
telefono a sinistra e su quella parte sono stati aggrediti entrambi dal tumore». Autore:
Marco Preve / Fonte: applelettrosmog.it |
|
|||||||||||||