|
Il
consumo di carne e latte degli animali clonati, pecore a parte, non comporta alcun rischio per
la salute umana. Lo ha stabilito, in un rapporto preliminare, l'agenzia statunitense per la
sicurezza alimentare,
la Food
and Drug Administration (FDA). Questi prodotti possono quindi essere venduti senza che sulle
etichette sia esplicitamente indicato da dove provengano. «Nessun rischio per il consumo
umano è stato identificato nei bovini, nei maiali e nelle capre», si legge nella bozza di
relazione della FDA. Per ora, però, sui banchi dei supermercati americani ancora non
arriveranno prodotti di animali clonati. L'agenzia deciderà se dare il via libera definitivo
alla vendita dei prodotti del bestiame concepito in laboratorio come «fotocopia» degli
originali solo dopo un periodo di valutazione, aperto a pareri esterni, di 90 giorni. I gruppi
a difesa dei consumatori hanno immediatamente criticato l'annuncio. Oltre il 60% degli
americani, hanno sostenuto, è contrario alla clonazione animale e non comprerebbe carne e
latte di animali clonati anche se il governo sostenesse l'assoluta mancanza di rischi. «Pensiamo
si tratti di una pessima decisione», ha detto Carol Foreman, della Federazione dei
consumatori americani, e ha chiesto a tutti «di scrivere alla FDA e ai membri del Congresso
per ottenere la revoca del provvedimento».
Per Foreman, il governo ha ignorato gli studi secondo cui le gravidanze dei cloni spesso
finiscono con un aborto e che molti degli animali nati sono deformi e non sopravvivono a
lungo.
La FDA
ha spiegato che l'esclusione dalle pecore dalla lista del bestiame clonato sicuro non è
dovuta alla scoperta di elementi negativi ma alla mancanza di dati sufficienti per esprimere
un giudizio definitivo sugli ovini.
Al momento, esistono negli USA circa 150 capi di bestiame clonati, copie esatte degli
esemplari migliori sia per la produzione di carne sia per quella di latte. Le compagnie che
hanno investito in questa tecnica, come
la ViaGen
del Texas, non sono molte e tutte attendono il via libera definitivo della FDA per avviare la
produzione di animali clonati su base commerciale.
L'industria alimentare specializzata nel settore del latte, invece, teme un rifiuto di tutti i
suoi prodotti da parte dei consumatori, se si diffonderà il sospetto di una provenienza
dubbia. Questa industria, che si è coalizzata nella International Dairy Foods Association,
una lobby che rappresenta marche come Kraft e Dannon, finora si è opposta ai tentativi di
introdurre gli animali clonati sul mercato.
Fonte: Food and Drug Administration (FDA) / gennaio 2007
|
|