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"Il cancro si può combattere anche a tavola: ecco come"  
In attesa che la Ricerca possa trovare farmaci "preventivi" del tumore, possiamo iniziare a nutrirci
in modo sano. Aglio, olio, peperoncino, ma anche cavolini di Bruxelles e succo di mirtillo possono 
contribuire alla nostra salute. In un corpo sano il tumore si sviluppa con più difficoltà. 
Migliori abitudini di vita sono fondamentali.

tratto da
"www.multimedica.it" del 25 novembre 2007

La dott.ssa Adriana Albini responsabile della Ricerca oncologica per il Gruppo MultiMedica conduce importanti studi sulla prevenzione del cancro.

Spaghetti, aglio, olio e peperoncino, insalata di pomodoro, broccoli e cavolini di Bruxelles, il tutto innaffiato da un bicchiere di vino rosso e per finire magari una tazza di the verde o di succo di mirtillo. Non è il menu di qualche ristorante di tendenza, ma una concreta possibilità di combattere il cancro anche a tavola. Ne parliamo con la dott.ssa Adriana Albini responsabile della Ricerca oncologica del Polo Scientifico e Tecnologico MultiMedica. Un incarico prestigioso che la dott.ssa Albini riveste dall’alto del suo curriculum eccezionale che l’ha vista occupare posti al vertice in importanti istituti oncologici italiani e stranieri, nonché come autrice di centinaia di articoli di ricerca sperimentale sulle più qualificate riviste scientifiche americane ed europee. Il suo nome è inoltre legato a un modello di “metastasi in provetta” utilizzato in tutto il mondo e oggetto di una pubblicazione che conta oltre 1000 citazioni su riviste scientifiche. Oggi svolge la sua attività di ricerca per il Gruppo MultiMedica, portando avanti con la sua equipe importanti studi legati alla prevenzione del cancro.

“Le nostre linee di ricerca mirano alla prevenzione del cancro legata alla prevenzione dell’organismo. In sostanza una volta si diceva “mens sana in corpore sano”; oggi si può affermare che in un corpo sano il tumore si sviluppa con più difficoltà”. Questo significa, banalizzando, che per contrastare la formazione e lo sviluppo di un tumore è necessario mantenere sano il microambiente fatto di cellule e di tessuti che lo circondano e di cui il tumore si “nutre” per crescere. Del microambiente fa parte anche la cosiddetta “angiogenesi” ovvero, semplificando, il bersaglio per “soffocare i tumori” impedendo che si espandano utilizzando i vasi come “mezzi di trasporto”. “L’angiogenesi tumorale è necessaria allo sviluppo di un tumore e alla sua diffusione in metastasi – spiega la dottoressa Albini – Pertanto la nostra ricerca ha messo a punto sistemi in vivo e in vitro per lo studio dell’angiogenesi e la sua inibizione. Inoltre l’angiogenesi può essere studiata in medicina preventiva. L’incidenza e mortalità da neoplasie possono diminuire attraverso abitudini di vita, screening e per via farmacologia. In questo approccio abbiamo preso spunto dalla medicina preventiva cardiovascolare che ha ottenuto ottimi risultati in termini di prevenzione, ad esempio dell’infarto del miocardio. Riteniamo infatti che sia possibile arrivare a somministrare farmaci “preventivi” del tumore, così come succede con le malattie cardiovascolari.

Abbiamo ad esempio osservato che l’infiammazione cronica è alla base di molti stati patologici tra cui le neoplasie, le malattie reumatiche e altre. Pertanto riteniamo che moltissimi tumori potrebbero essere evitati attraverso la chemioprevenzione, ovvero assumendo farmaci adatti a prevenire l’instaurarsi di condizioni a rischio tumorale”.

Ma in attesa che questi studi arrivino a proporre farmaci davvero efficaci per prevenire il cancro, cosa possiamo fare? “Possiamo collaborare tutti davvero molto per mantenere la nostra salute – spiega la dott.ssa Albini – Innanzi tutto a tavola e iniziando da bambini. La prevenzione alimentare può infatti giocare un ruolo fondamentale. I dati statistici raccolti in tutto il mondo ci dicono che il consumo di determinati cibi o condimenti come il pomodoro, i broccoli, i cavolini di Bruxelles, l’aglio, il peperoncino, il curry diminuiscono drasticamente la possibilità di sviluppare un tumore; così come il consumo di the verde, vino rosso – con moderazione – birra e succo di mirtillo. Lo stesso vale per la soia, efficace nella prevenzione di tumori sensibili agli ormoni come quello al seno o alla prostata. Al contrario cibi da evitare, o quanto meno da consumare con parsimonia, sono le carni rosse e i formaggi. Quindi la prevenzione del cancro può davvero iniziare da bambini, mangiando più frutta e verdura e ingozzandosi meno di cibo-spazzatura e soprattutto evitando l’obesità, un importante fattore di rischio sia cardiovascolare che di tumore.

Io auspico davvero un diverso stile di vita per le nuove generazioni, fatto di un’alimentazione più sana, meno ricca di grassi e di merendine, più attenta all’attività fisica regolare. Una prevenzione che venga anche comunicata in modo istituzionale e magari insegnata nelle scuole, così come sta già facendo l’Istituto Tumori di Milano che ha da qualche tempo attivato una “mensa chemiopreventiva” ovvero dimostrazioni itineranti di come si possa combattere la formazione del tumore anche a tavola. E tra dieci anni sono certa che potremo raccogliere i frutti di quanto tutti noi avremo seminato per la salute nostra e dei nostri figli”.