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ROMA - Molti Paesi europei si apprestano ad
utilizzare gli scanner corporali nei loro aeroporti dopo l’attentato fallito sul volo
Amsterdam-Detroit, ma questa tecnologia indiscreta che non trova unanimità in seno all’Ue.
E proprio per questo, gli esperti dell’Unione si riuniranno giovedì per discutere di questi
macchinari. Attualmente l’utilizzazione di questi scanner resta a discrezione di ogni Stato
membro. È autorizzata in alcuni aeroporti come quello di Schiphol in Olanda, ma gli
eurodeputati hanno chiesto nel 2008 studi approfonditi sull’impatto che questi macchinari
possono avere sulla salute dei passeggeri e sulla privacy.
La Commissione
europea si dice convinta che misure supplementari sono necessari per rendere i trasporti aerei
più sicuri e gli esperti degli Stati membri tenteranno di determinare se l’utilizzo degli
scanner corporali possa entrare nel quadro della legislazione europea.
L’Italia è pronta ad adottare i body scanner e le risorse per acquistarli sono state già
accantonate dall’Enac, ma prima serve una certificazione - che al momento non c’è - con
cui l’Unione Europea individui un unico modello che risponda a determinati requisiti su
privacy e salute. L’assicurazione arriva dal presidente dell’Enac, Vito Riggio, secondo il
quale l’Italia potrebbe comunque avviare una sperimentazione in attesa della certificazione
Ue. «L’idea - dice Riggio - è quella di fare un approfondimento tecnico, perchè alcuni
scanner sono compatibili con la salute e la privacy, e altri no». Ma quali sono i requisiti
irrinunciabili che devono avere gli strumenti? «Che non sia possibile riconoscere il volto
dei viaggiatori - spiega il presidente dell’Enac - che l’operatore addetto alla scanner
sia diverso da quello che è al varco, che l’immagine registrata venga immediatamente
cancellata e che non vi sia l’emissione di raggi nocivi per la salute».
Il Coordinamento nazionale Nuove Antenne, l 'associazione nata per difendere l’emittenza
locale, ha seguito nel tempo i vari studi volti ad accertate la nocività delle onde
elettromagnetiche,- partecipando anche ad alcuni convegni - in funzione dei limiti di
installazione degli apparati di trasmissione e del posizionamento delle antenne dei propri
associati. «In merito alla installazione di body scanner o scansionatori presso gli
aeroporti, tutta l’attenzione è stata rivolta a possibili violazioni della privatezza, ma
ben poca alla nocività dei raggi X e a quelli delle onde radio MMW (Millimeter Wave) tutt’ora
sottoposte a studi circa la loro dannosità sul corpo umano. Tutti siamo a conoscenza delle
precauzioni che gli stessi radiologi utilizzano durante l’emissione di raggi x (Röntgen)
ponendosi a molti metri di distanza dalla loro sorgente: parlare di raggi X a bassa intensità
fa sorridere per l’incompetenza, o diffidare, valutando il buon affare che già qualcuno
pensa di concludere spendendo svariati milioni di euro reperiti con una tempestività
inusitata. Per evitare la pericolosa e inaccettabile irradiazione dei passeggeri degli
aeroporti, gli studi semmai devono essere orientati - senza lasciarsi prendere da
parossistiche psicosi - verso gli scanner termici, già installati presso alcuni aeroporti
giapponesi».
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