"Bilderberg 2011: l'Economist conferma che
il club è una cospirazione mondiale"
confermando che “l’élite cosmopolita” si ritrova per forgiare il mondo nel quale la
“superclasse” desidera abitare.
tratto http://www.ecplanet.com
del 12
giugno 2011 a firma
di Edoardo Capuano
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L’agenda
per il sistema centralizzato di controllo globale è pubblica Si
è spesso parlato della spinta verso un sistema centralizzato di controllo del governo
mondiale come di una “cospirazione pubblica”. Gruppi come Bilderberg, Un
articolo piuttosto eccentrico apparso da poco sull’Economist
fa riferimento a questa struttura di potere non come a una teoria della cospirazione, ma
semplicemente confermando che “l’élite cosmopolita” si ritrova effettivamente in quei
meeting in club esclusivi per forgiare il mondo nel quale la “superclasse” desidera
abitare. Ovviamente,
l’Economist è il posto ideale dove ostentare una cospirazione, dato che il suo editore è
un abituale frequentatore della conferenza annuale del gruppo Bilderberg, un’ammissione che
l’articolo rivendica con orgoglio nei primi paragrafi. In
modo ironico, l’articolo descrive Bilderberg come “una cospirazione del male tesa a
dominare il mondo” e poi finisce con l’affermare che sì, il gruppo effettivamente domina
gli eventi nel mondo. È
stato responsabile della moneta unica europea, ospita gli affaristi e l’aristocrazia più
influente al mondo, così come un piccolo gruppo di giornalisti, in rappresentanza delle più
grandi corporazioni mondiali di media, che hanno aderito alle regole della Chatham House,
ovvero che non possono rivelare le “grandi idee” ordite dal gruppo. “Il
mondo è un posto complicato, con oceani di informazioni rovesciate dappertutto”.
“Dirigere una multinazionale può aiutare a farsi una discreta idea di come vanno le cose.
Aiuta anche a trovarsi a stretto contatto con altri globocrati. Quindi l’élite cosmopolita
– finanzieri internazionali, burocrati, studiosi e proprietari di istituti di beneficenza
– si incontrano regolarmente e discutono. Fanno gruppo nei meeting elitari...Formano dei
club”. I
più influenti tra questi club, secondo l’articolo, sono il gruppo Bilderberg,il Council on
Foreign Relations, Il
pezzo prosegue fornendo alcuni esempi di alcuni grandi eventi internazionali che sono stati
preparati per gli incontri delle élite lungo gli anni, inclusi accordi diplomatici e anche
decisioni su importanti guerre. “Questi
meetings sono ‘una parte importante della storia della superclasse’, sostiene l’Economist
citando le parole di David Rothkopf, elitarista internazionale e passato consigliere di
Kissinger, autore del libro Superclass. La nuova elite globale e il mondo che sta realizzando. “Quel
che offrono in realtà è l’accesso ad ‘alcuni dei leader più sfuggevoli ed isolati’.
In questo senso, questi meeting fungono anche da ‘meccanismi informali di potere
[globale]”, aggiunge Rothkopf. Ma
non condanniamo l’élite globocratica internazionale, implora l’articolo, sostenendo che
la superclasse è stata “sorpresa a sonnecchiare”. E, se da una parte, il pezzo ammette
che alcuni banchieri internazionali sono responsabili del saccheggio del sistema, dall’altro
tenta di convincere i lettori che di fatto la presenza di una élite internazionale
interconnessa ha salvato il mondo dal crollo finanziario, quindi possiamo dormire sonni
tranquilli. Ovviamente,
chi segue con attenzione l’attività di questi gruppi di élite può confermare che questi
non sono stati presi alla sprovvista ed erano pienamente consapevoli che la crisi era stata
meticolosamente veicolata nel 2006. Le relazioni uscite dai meeting di Bilderberg in Canada
nel 2006 e in Turchia nel 2007 predicevano il crollo dei mutui globale e il conseguente crollo
finanziario di lunga durata. Fin da allora il gruppo ha discusso esattamente di come deve
muoversi nel condizionare la situazione economica per estendere il proprio controllo globale e
quello della “superclasse” (in tutta onestà, noi non siamo il male). Un
decennio fa chiunque avesse parlato dell’esistenza di Bilderberg, suggerendo la sua immensa
responsabilità nella manipolazione degli eventi nel mondo, veniva semplicemente considerato
un cospirazionista paranoide. Oggi, con la stessa affermazione, i grandi media stendono i loro
articoli. Autore:
Steve Watson / Fonte originale: prisonplanet.com / Traduzione per comedonchiscioitte.org a
cura di: Renato Montini |
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