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"Biciclette e libertà"  

 tratto da
www.lagrandeagenzia.it

Biciclette e libertà: Un nuovo sistema di noleggio biciclette, istituito a Parigi, che consente a chi arriva in città o a chi ci abita, di spostarsi da un punto all’altro in bici, in modo agevole nel tentativo di favorire l’integrazione con altri mezzi di trasporto, e risolvere almeno in parte la congestione dei parcheggi.
"Il municipio vince la sua scommessa", pubblicano i giornali di Parigi. La partenza della rete di locazione, con le biciclette installate dal comune di Parigi, è stata folgorante. Un successo che interessa altre capitali come Londra e le città oltre la periferica.

A fase completata, sono tuttavia 10 000 pesanti bici grigie disseminate, dovunque, in Parigi. E malgrado un'estate più tosto uggiosa, turisti ed autoctoni non hanno rinunciato a bighellonare a colpi di pedale per la città. Più di due milioni di locazioni in meno due mesi ed una media di sessanta mila al giorno: il lancio di "Vélib" (bici e libertà) è un gran successo per la squadra municipale di Parigi che suscita la curiosità di altre capitali. Venerdì, il municipio di Parigi accoglieva una delegazione londinese. Impressionato da 'Vélib', all'epoca del suo passaggio a Parigi per l'arrivo del Giro di Francia, il sindaco di Londra Ken Livingstone considererebbe di importare l'idea sulle sponde del Tamigi. "Chicago e Montreal hanno fatto anche conoscere il loro interesse, sottolinea Anne Hidalgo vicesindaco di Parigi. La maggior parte delle grandi città si stanno confrontando allo stesso tipo di problemi, particolarmente in materia d'inquinamento. Parigi è precursore."

Almeno 53 000 abbonamenti a lunga durata sono stati venduti. "Abbiamo osservato delle forti convergenze verso i siti della "spiaggia" di Parigi durante la giornata. All'inizio della serata, la zona Bastiglia / Nazione attira molti utenti. Si tratta di quartieri dotati di una vita notturna importante dove si trovano dei bar, dei ristoranti...", spiega Rèmi Pheulpin, direttore generale incaricato delle operazioni. Ciò detto, benché il successo, l'estate non è stata un lungo fiume tranquillo per la rete Vélib' (bici e libertà). Il sistema informatico ha conosciuto alcuni bug. Secondo il sito ufficiale dell'operazione, il 5% delle postazioni Vélib' (bici e libertà) non registrerebbero il ritorno delle bici, lasciando così trascorrere il tempo di locazione. Le grosse bici grigie sono dei nottambuli:1/3 della loro utilizzazione giornaliera ha luogo tra 22h e 2h della mattina.
Dal lato dei danni, 230 arnesi sono stati distrutti e 150 altri rubati. "Ogni giorno abbiamo delle chiamate di commissariati da tutti i quartieri per segnalarci degli atti di vandalismo sulle nostre stazioni. Certi autori sono stati oggetto di comparizione immediata davanti ad un giudice" Precisa la ditta JCDecaux SA.
Nelle intenzioni del sindaco Bertrand Delanoe l'iniziativa sta rivoluzionando la mobilità cittadina, riducendo il traffico automobilistico addirittura del 40 per cento. Con la fine dell'anno, le postazioni per il prelievo e il rilascio delle biciclette passeranno dalle 750 dell’inaugurazione a 1.500 e le bici raggiungeranno le 20.600 unità.

Vélib: a Parigi la bici è (quasi) gratis
tratto da www.aprileonline.info
di Saverio Penniconi,  13 giugno 2007

Il sindaco Bertrand Delanoe ha inaugurato oggi il servizio "Vélib", che consente di prendere in prestito una bicicletta del comune a prezzi irrisori. L'amministrazione punta a ridurre del 40% il traffico. Per la gioia dei parigini, e di J.C.Decaux

"La ville est plus belle à vélo" è lo slogan. E se la ville è la "ville lumière", è ancora più bella.

La capitale francese viaggia su due ruote e si gode le splendide giornate di sole: dal 14 luglio, infatti, i parigini che vorranno lasciare l'auto in garage, o evitare di trascorrere primavera ed estate nelle anguste gallerie del métro, potranno prendere in prestito una bicicletta del comune. Il costo? Irrisorio: gratuita la prima mezz'ora, 1 euro la prima ora, 5 euro l'abbonamento settimanale, 29 euro l'annuale.

L'iniziativa, lanciata questa mattina dal sindaco Bertrand Delanoe, si chiama "Vélib", acronimo di "vélo" e "liberté", e prevede la presenza di 10.600 biciclette a disposizione da subito dei cittadini e dei turisti, un numero destinato a raddoppiare entro la fine dell'anno. 1.451 stazioni saranno disseminate in tutta la città, una ogni 300 metri: si potrà affittare una bici in una qualsiasi stazione, ed abbandonarla in una qualunque altra. E' già disponibile un sito internet dove ci si può abbonare e consultare la mappa delle stazioni.

Per il socialista "verde" Delanoe, che punta a ridurre del 40% il traffico delle intasate arterie parigine, si tratta di un progetto che mescola "piacere ed innovazione", e che punta in alto: "200 mila abbonamenti entro il mese di giugno 2008". Ma il sindaco chiede anche il rispetto delle regole: Parigi offre 371 chilometri di piste ciclabili e corsie preferenziali, ogni giorno si registrano circa 150 mila spostamenti, ma da una ricerca recente emerge che il 71% dei ciclisti parigini non rispettano i semafori rossi. Una disattenzione che è spesso causa di incidenti mortali.

Forse ancor più soddisfatto del primo cittadino è sicuramente Jean Claude Decaux, quello che le biciclette "Vélib" le costruisce. Decaux è il patron dell'omonima multinazionale concessionaria di pubblicità urbana e di "arredo cittadino", un' entreprise che nel 2006 fattura 1 milardo 946 milioni di euro, è inserita nell'indice CAC mid 100, e alle amministrazioni comunali di Parigi e di altre 1700 città nel mondo fornisce già le pensiline dei mezzi pubblici, i semafori, i cartelloni pubblicitari. L'imprenditore ha definito l'operazione "un gigantesco successo". Per lui sicuramente, speriamo lo sia anche per la città.

Parigi in bicicletta - 18/08/07
tratto da http://www.megachip.info/

Nessun dubbio che abbia contribuito anche il Tour de France , ma quando anche il mio piuttosto corpulento amico Jean, che non ha mai fatto a piedi più di cento metri senza che alla fine ci fosse la promessa di un sostanzioso pasto da quattro portate, ha cominciato a sbandierare le gioie del ciclismo, ho capito che stava succedendo qualcosa, nel profondo della psiche dei parigini. Un mese dopo il varo, a Parigi il Vélib' , programma di “ biciclette della libertà ” ha fatto impazzire la città per il ciclismo. Semplicemente, si prende una bici da una delle tantissime rastrelliere, si fa il proprio breve viaggio e la si ri-parcheggia in un'altra vicina alla destinazione.
La prima mezz'ora di pedalate è gratis, poi la tariffa sale rapidamente. Di giorno e di sera, turisti, pendolari e varia fauna di festanti si aggirano su questi nuovi veicoli molto chic . La gente ha scoperto con gioia un modo economico per fare movimento sulla strada per il lavoro, o tornando a casa ubriachi dopo che il metro ha chiuso, come si capisce bene dal momento di punta delle corse dopo l'una di notte. C'è sovrabbondanza di bici parcheggiate nelle rastrelliere all'inizio delle salite, e nessuna depositata in cima, visto che la gente scende a ruota libera da Belleville e Montmartre.
Un successo tanto enorme, questo del Vélib : i parigini l'hanno definita una vera “ vélorution ”, che ha fatto conquistare le strade alle due ruote. Non è il primo programma per biciclette a noleggio a tempi brevi e tariffa contenuta – hanno aperto la strada Amsterdam, Copenaghen e Oslo, Lione è stata pioniera in Francia – ma Parigi mira a diventare il caso principale. Sono state registrate oltre 1.600.000 corse nel primo mese, dalle 800 rastrelliere sparse per la città. Al momento, circolano 10.600 biciclette, ma alla fine dell'anno saranno raddoppiate. I veicoli unisex sono messi a disposizione dalla compagnia di affissioni pubblicitarie JCDecaux alla municipaità di Parigi in cambio di spazi per manifesti, quindi a costo zero per il contribuente. É un trionfo politico per il sindaco socialista, Bertrand Delanoë, e il suo collega d'oltremanica Ken Livingstone è rimasto così impressionato da aver ordinato uno studio su come introdurre anche a Londra quel piano.

Nella capitale mondiale della moda, anche le biciclette del comune sono rapidamente diventate un dernier cri . Come conferma la prima cittadina francese signora Cécilia Sarkozy, una vera donna chic non deve mai allontanarsi troppo dalle tonalità del nero, grigio o cammello, e le bici, con la loro scocca metallica, si adattano perfettamente. In un primo momento, sono state derise dai consiglieri della destra: si adattavano tanto bene al paesaggio da risultare pericolosamente invisibili. Ma, in realtà, a Parigi si è evitata l'invasione di pacchiane biciclette al neon, optando per un piano colore sottotono, che si adatta molto al flusso sui boulevards . Cosa più importante, la qualità tecnica dei veicoli è ottima. Laurent Fignon, due volte trionfatore al Tour de France , è rimasto colpito, anche se ha notato che non funzionavano benissimo per correre, o andando senza mani. Ma forse quello è un vantaggio.
Il partito dei Verdi si è congratulato coi parigini per aver adottato un progetto che dimostra come tutelare l'ambiente “ sia una gioia, non una pena ”.
Ma entusiasmi a parte, Vélib ha davvero fatto usare meno le macchine? A sentire le voci, gran parte di chi usa le biciclette scende dai trasporti pubblici, cerca un'alternativa a bus, metro ai costosi taxi notturni parigini. Alle stazioni ferroviarie, c'è una corsa tale a saltare sulle bici da parte dei pendolari dalla periferia, invece di stiparsi nelle carrozze del metro, che qualcuno ha anche tentato di legarsi col lucchetto una bici, pronta per la mattina dopo. Ma anche questo incremento delle persone in bicicletta non sembra spingere a una consapevolezza generale, a mettere in discussione la mentalità automobilistica. Parigi, con le sue strade ampie, è già una città migliore di Londra per i ciclisti. E no, non si deve andare in calzoncini, casco, o maschera antinquinamento: la maggior parte qui preferisce vestito, tacchi alti. Si possono vedere ciclisti blasé conquistarsi quella pista ad alta velocità e libero accesso che è Place de la Concorde , mentre fumano una sigaretta e chiamano un conoscente.

“Se una massa critica di persone inizia a salire in bicicletta, cambierà la reazione degli automobilisti rispetto ai ciclisti: obbligherà l'amministrazione a realizzare più piste ciclabili” spiega Alexandre, tecnico IT venuto in bici sugli Champs-Elysées a pranzo insieme a un collega che non pedalava dall'età di dodici anni. Saggiamente, hanno imboccato il sottopasso pedonale invece di affrontare la rotatoria dell'Étoile all'Arc de Triomphe.
Ci sono già tassisti e conducenti di autobus che si lamentano di questa massa di ciclisti inesperti che ingombrano le corsi riservate. Il comune ha delle regole di base per la circolazione, come “ Non andare in bicicletta sui marciapiedi ”. Ma lo sanno tutti che le regole sono fatte per trasgredire. Fra i ciclisti abituali di Parigi, il 71% ammette di passare col rosso, oltre un terzo va regolarmente contromano nei sensi unici, e più della metà circola senza fari di sera.
Ci deve essere qualcosa di strano nell'aria, se anch'io ho deciso di salire su una bicicletta per la prima volta dalle scuole medie. Posso testimoniare che, come tutte le buone cose francesi, anche prendere un semplice biglietto giornaliero da un distributore automatico del Velib' comporta un incubo burocratico kafkiano di codici particolari, digitazioni infinite e imprecazioni ad alta voce. Firmo per un deposito di 150 Euro dalla carta di credito, in cambio di un biglietto da €1 che mi dà diritto a mezz'ora in bicicletta (i prezzi giornalieri e settimanali sono diversi per gli abbonamenti annuali: ve l'ho detto che è complicato). Il giro per il Marais è adorabile, ma quando faccio scivolare di nuovo la bicicletta in una rastrelliera, la lucetta, che dovrebbe diventare verde, è rossa. Devo chiamare il numero verde? Chiedo ai passanti, secondo quella che si è imposta come nuova “rete di relazioni sociali”, di estranei che discutono il noleggio delle biciclette (o sono presi dal panico per i piccoli inconvenienti). É domenica sera, il servizio telefonico non è attivo. Chiamo la mattina seguente e, si, la gentile signora ammette che qualcosa non ha funzionato: la mia bicicletta è stata “bloccata”. Se non avessi chiamato, mi avrebbero addebitato l'equivalente di una vacanza in bicicletta sul Canal du Midi.

Però nonostante queste malattie della crescita gli affezionati del Vélib' hanno rallegrato un agosto parigino piovoso. La sperimentazione vera comincerà a settembre, quando studenti, pendolari, automobilisti di ritorno dalla pausa estiva riempiranno ancora le strade, e si scalderanno gli animi.
Obbligatoriamente, Velib' è un'alternativa per chi è caduto preda dei famigerati ladri di biciclette di Parigi. “Me l'hanno rubata così tante volte, che userò invece queste” spiega un dirigente di un'agenzia pubblicitaria vicino a una rastrelliera all'Hôtel de Ville. Nel primo mese dal varo del programma, sono sparite soltanto 100 dello 10.600 Vélibs . A Cambridge, quando è stato sperimentato un progetto del genere negli anni ‘60, è scomparso progressivamente l'intero parco veicoli. In un altro tentativo del 1993, tutte le 300 biciclette sono scomparse il primo giorno.

di Angelique Chrisafis da The Guardian - Scelto e tradotto per Megachip da Fabrizio Bottini

Nota: la versione originale anche sul mio sito Mall_int sezione Central Places (f.b.)