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ROMA - Il Canada sta per mettere al bando tutti i contenitori in plastica che
contengono BPA (bisfenolo A), una sostanza chimica che da decenni è oggetto di ricerche per
la sua potenziale pericolosità. Si inizierà dall'anno prossimo con i biberon dei bambini,
poi si passerà ai contenitori di vario genere fino alle bottiglie usate per l'acqua. Nel
frattempo anche gli Stati Uniti hanno espresso un certo timore e vari negozianti hanno già
fatto sapere che eviteranno di vendere biberon contenenti bisfenolo.
Il BPA è un composto organico che viene utilizzato per produrre le plastiche dure che sono a
diretto contatto tra cibo o liquidi e organismo umano. Si usa, ad esempio, oltre che per la
laccatura interna delle lattine di alluminio o per produrre bottiglie di plastica e biberon,
anche nelle tubature dell'acqua e nelle otturazioni dentali. La sostanza può migrare nei cibi
o nella bevande se la plastica è rotta o se la si porta ad elevate temperature.
Secondo una ricerca apparsa su Endocrinology il BPA può avere ripercussioni nello sviluppo
cerebrale dei bambini. L'allarme nei confronti del bisfenolo A era già sorto nel 1936 quando
si trovò una correlazione tra la sostanza e disturbi al sistema endocrino. Nel 2005 poi,
ricercatori dell'University of Cincinnati (Usa) scoprirono che importanti disturbi sul tessuto
cerebrale dei bambini poteva essere indotto anche a dosi molto basse. Nello stesso anno una
ricerca di Ana Soto della Tufts University (Usa) dimostrava che il bisfenolo può indurre
tumori al seno e alla prostata. Oltre 150 studi scientifici su roditori dimostrerebbero la
pericolosità del composto anche a bassi dosi.
Non tutti però sono convinti di tali conclusioni. Tra questi Carl Winter, direttore del Food
Safety Program dall'università della California (Usa): "È necessario conoscere con
precisione qual è la tollerabilità dell'organismo umano prima di mettere il BPA al bando. Al
momento non sembrerebbero esserci forti evidenze che supportino una correlazione tra salute
dell'uomo e assunzione a basse dosi". Sta di fatto che nel momento stesso in cui il
Governo canadese metteva al bando la sostanza,
la Nalgene
, un grande distributore internazionale di prodotti plastici assicurava che avrebbe tolto dal
suo catalogo i prodotti che la contengono.
Per l'Italia e l'Europa la situazione è tenuta sotto controllo dalla Efsa (Autorità europea
per la sicurezza alimentare). "Una ricerca terminata l'anno scorso che ha studiato due
generazioni di topi insieme ad altri studi pubblicati negli ultimi 4 anni, ha potuto stabilire
che l'assunzione giornaliera tollerabile è di 0,05 milligrammi per ogni chilogrammo di peso
corporeo", spiega Lucia De Luca dell'Efsa. Ciò significa che un bambino di 3 mesi
alimentato al biberon, che pesa attorno a
6 chilogrammi
, dovrebbe consumare più del quadruplo del numero usuale di biberon di alimento al giorno
prima di raggiungere tale valore.
Ma perché allora questo allarme? "Probabilmente - continua De Luca - perché nelle
plastiche che si usano negli Usa i valori di BPA sono superiori a quelli europei e quindi
anziché ridurre la quantità permessa, si è preferito toglierla del tutto". In ogni
caso, quali sono le precauzioni da prendersi per avere un biberon "sicuro"? Spiega
Angela Colombini, della Società Italiana di Pediatria: "Per evitare problemi è buona
cosa non sterilizzare i biberon (così da evitare l'uso di acqua molto calda), ma di lavarli
con cura con un po' di sapone. Questo perché un bambino in buona salute ha un sistema
immunitario in grado di difendersi dai batteri di un ambiente normalmente pulito. Inoltre
sarebbe corretto cambiare il biberon quando dà segni di invecchiamento o mostra delle
fratture".
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