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Roma, 7 ott. (Adnkronos Salute) - Sono più di un milione i bimbi
italiani tra i sei e gli undici anni con chili di troppo. In particolare ogni 100 alunni di
terza elementare 24 sono in sovrappeso e 12 obesi: un'epidemia che coinvolge oltre un piccolo
su tre. Questa la fotografia emersa dal progetto 'Okkio alla salute', un'indagine condotta in
2.610 classi di 18 regioni italiane dal ministero del Welfare. Un lavoro, presentato oggi a
Roma, coordinato dall'Istituto superiore di sanità in collaborazione con il Miur e con la
partecipazione dell'Istituto nazionale di ricerca e nutrizione. L'indagine rappresenta
"la prima mappa nazionale di sovrappeso e obesità nei bambini italiani. Un lavoro che ha
coinvolto circa 46.000 bambini in 2.610 scuole elementari. E che - sottolinea il
sottosegretario al Welfare Francesca Martini - disegna una situazione molto diversa tra Nord e
Sud del Paese".
Ad aprire l'elenco dei bocciati troviamo, infatti,
la Campania
, con un tasso di obesità record pari al 21% (contro la media nazionale del 12%), mentre il
record in positivo va al Friuli Venezia Giulia (4%). E ad allarmare di più gli specialisti
riuniti oggi nella sede Eur del ministero - dove è in corso una manifestazione contro
l'accorpamento del dicastero della Salute - c'è il fatto che le mamme italiane sembrano non
vedere guance piene e girovita allargato dei loro figli. Sembra, infatti, che ben quattro
mamme su dieci con bimbi in sovrappeso non ritengono che il proprio figlio abbia un problema
di questo tipo. L'indagine 'targata' Iss ha coinvolto i bimbi di terza elementare di 18
regioni, misurandone peso e altezza e calcolando l'indice di massa corporea. Lombardia e
Trentino Alto Adige sono rimaste fuori dallo studio, ma i ricercatori hanno utilizzato dati
locali per ottenere un quadro il più possibile completo.
I numeri sono stati poi proiettati a tutta la popolazione tra i 6 e gli 11 anni, scoprendo una
Penisola a 'blocchi': un Nord più magro (Sardegna compresa) fa da contraltare a un Centro più
pieno e a un Sud decisamente in allarme rosso. In particolare, se il sovrappeso appare
diffuso, con valori vicini alla media nazionale del 24% nelle diverse aree, per l'obesità si
riscontrano più variazioni. "I numeri di Campania (21%), Sicilia (17%), Molise (16%) e
Calabria (16%) - rileva Angela Spinelli dell'Iss, responsabile scientifico del progetto - si
scontrano con una media nazionale del 12%, e con i minimi di Friuli Venezia Giulia (4%), Valle
d'Aosta (6%) o Sardegna (7%)", elenca.
"Un bimbo obeso nel 28% dei casi presenta sindrome metabolica, e questo vuol dire seri
rischi per la salute da adulto", ricorda
la Martini. Insomma
, dallo studio emerge un quadro allarmante, che colloca l'Italia in una zona di pericolo e che
sarà oggetto di confronto con un'analoga indagine internazionale, targata Organizzazione
mondiale della sanità e ancora in corso. "Il progetto diventerà annuale - promette
la Spinelli
- e permetterà di monitorare la situazione e gli effetti degli interventi studiati per
contrastare l'epidemia di chili di troppo". Ma già oggi ha permesso di gettare uno
sguardo su abitudini a tavola e attività fisica dei giovanissimi, evidenziando una serie di
punti dolenti. A partire dalla prima colazione. "L'11% dei bimbi la salta e il 28% la fa
in modo sbagliato. La merenda di metà pomeriggio è troppo calorica per l'82%, e quasi un
piccolo su quattro - sottolinea la ricercatrice - non consuma né frutta né verdura".
Inoltre tuta e scarpe da ginnastica non sono poi così amate. "Solo un bimbo su 10
pratica l'attività fisica raccomandata per la sua età. E anche alla luce di questo dato -
auspica
la Spinelli
- vorrei che il sottosegretario al Welfare intervenisse in prima persona, affinché l'ora di
attività fisica obbligatoria nelle scuole primarie raddoppiasse". Il tutto condito da
maratone davanti alla tv, bibite zuccherate (il 41% le consuma ogni giorno) e poco moto.
Secondo l'indagine, infatti, la metà dei bimbi possiede un televisore in camera e uno su
quattro guarda il piccolo schermo oltre quattro ore al giorno. Magari sbocconcellando una
merendina. Così il girovita lievita, ma non agli occhi di mamma. "Tra le madri di bimbi
in sovrappeso ben quattro su dieci non pensano che il figlio pesi troppi, inoltre - aggiunge
la ricercatrice - queste mamme sottovalutano la quantità di cibo assunta dai bambini".
E a scuola? La situazione sembra migliore: il 64% delle scuole ha una mensa e il 12% prevede
la distribuzione di alimenti sani. Il 74% delle scuole, inoltre, ha inserito nei programmi
approfondimenti in tema di nutrizione e il 71% delle classi svolge due ore di attività
motoria a settimana. Bene, ma non abbastanza. "Occorre curare di più la qualità e la
quantità degli alimenti per i nostri bambini, ed evitare l'eccesso di merendine piene di
grassi e conservanti", aggiunge
la Martini. Il
sottosegretario chiama in causa le italiane. "Le donne hanno un ruolo chiave per quanto
riguarda l'alimentazione della famiglia. Per questo oggi rivolgo un appello in particolare a
loro, perché intervengano per far mangiare in modo sano i figli, gli adulti di domani",
dice
la Martini.
Troppo
spesso l'obesità in Italia non viene percepita come una malattia, ma come un segno di
benessere. Occorre "dire no alla tv usata come babysitter e al cibo usato per gratificare
i figli. Con il risultato che ai loro occhi perde il suo valore nutrizionale. Dobbiamo
insegnare ai piccoli a nutrirsi in modo sano - conclude
la Martini
- sapendo di tutelare in questo modo la loro salute".
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