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"Bambini e Scuola: come difenderli da psicologi e psichiatri"  
  Test di apprendimento e cognitivi, screening psicologici, temi scritti, osservazione dei bambini mentre giocano, momenti 
ludici creati ad hoc da psicologi ecc... tutte attività che si svolgono, spesso all'insaputa dei genitori, nella scuola. 
La motivazione? Individuare "un disturbo" di apprendimento. 

tratto da
http://www.aamterranuova.it del 14 novembre 2008

Test di apprendimento e cognitivi, screening psicologici, temi scritti, osservazione dei bambini mentre giocano, momenti ludici creati ad hoc da psicologi ecc... tutte attività che si svolgono, spesso all'insaputa dei genitori, nella scuola. La motivazione? Individuare "un disturbo" di apprendimento nel bambino e porvi rimedio tramite cure farmacologiche. Ecco un valido strumento che aiuta i genitori a difendersi e i bambini ad essere liberi...

I bambini per poter crescere felici devono essere responsabili delle loro azioni, senza dipendere da cure psicologiche o psicofarmaci ed essere a tutti i costi dei “bravi bambini”.

La maggior parte dei genitori non sa che in base a questi test il bambino potrebbe essere classificato come "malato mentale". Inoltre, nonostante tutte le promesse di approccio multimodale, spesso si inducono i genitori ad accettare la terapia farmacologica senza una giusta enfasi sugli effetti collaterali. E non si dovrebbe neppure trascurare il potenziale danno psicologico sofferto da un bambino etichettato erroneamente come "malato mentale".Gli psichiatri e gli psicologi stanno cercando di convincere gli insegnanti e i genitori che i problemi scolastici sono "malattie mentali" da curare e che il problema può essere risolto in base a un approccio medico. Quanto sta succedendo nelle scuole americane con milioni di bambini sottoposti a cure farmacologiche, l'aumento dei casi di suicidio e infarto riconducibili all'uso di psicofarmaci e la terribile piaga della droga che si prospetta per i bambini che hanno assunto psicofarmaci, dovrebbe indurci a riflettere sulla correttezza di questo approccio. Purtroppo molte di queste iniziative nascondono gli interessi delle case farmaceutiche e delle lobby psichiatriche volti a medicalizzare la scuola per trarne dei profitti economici.

Il CCDU, Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus, invita tutti i genitori a leggere e utilizzare attentamente il Vademecum scritto per loro, e a diffidare di tali professionisti che non possono dimostrare alcun cambiamento nel comportamento dei ragazzi se non un netto peggioramento. Il bullismo, che pretendono di risolvere, è una diretta conseguenza di questi programmi introdotti in Italia circa 10 anni fa.

Per maggiori informazioni:
http://www.ccdu.org/vademecum-affinche-la-scuola-sia-luogo-di-istruzione-ed-educazione o www.perchenonaccada.org

IL VADEMECUM

Lo scopo: proteggere i bambini e le loro famiglie dalla dannosa influenza di psicologi e psichiatri nelle scuole.

Cosa fare?

1. Recatevi alla Segreteria della Scuola frequentata dai vostri figli e presentate una comunicazione da voi scritta, firmata e fatta protocollare, che dichiari il vostro totale rifiuto a far sottoporre i vostri figli a prove di valutazione psicologico-psichiatrica, come per esempio test cognitivi, di personalità, del comportamento, questionari di indagine del linguaggio, della valutazione dell’ansia e della depressione...

Questo eviterà che i vostri figli partecipino alle iniziative proposte e vi metteranno al riparo da qualsiasi intervento a vostra insaputa. Nel caso vogliate intervenire in modo più approfondito, potete fare quanto scritto di seguito; prima però è necessario conoscere quali sono gli organi scolastici nei quali voi genitori siete presenti e potete intervenire:

>> Consigli di intersezione (scuola dell’infanzia), interclasse (scuola primaria), classe (secondaria)
Sono formati dai docenti, dai rappresentanti dei genitori (dagli studenti nelle scuole superiori) e presieduti o dal Dirigente Scolastico o da un docente da lui stesso delegato. Tra le funzioni si evidenziano le seguenti:
- formulare proposte di carattere educativo, didattico;
- esprimere pareri sull’adozione dei libri di testo;
- esaminare la programmazione didattica elaborata dai docenti;
- verificare ogni due mesi l’andamento dell’attività didattica, interesse, problemi, difficoltà...

>> Consiglio di Circolo e di Istituto
E’ formato dai rappresentanti dei docenti, del personale amministrativo, dei collaboratori scolastici, dei genitori e dal Dirigente Scolastico. E’ presieduto da un genitore, eletto Presidente.
Esso adotta gli indirizzi generali del P.O.F. (di cui trovate la sua spiegazione sotto) , indica i criteri generali per la programmazione educativa, elabora e adotta gli indirizzi generali della scuola,...

>> Assemblea di classe
E’ l’espressione fondamentale della partecipazione dei genitori alla gestione della scuola, formata dai genitori della classe e dai docenti operanti in essa; si propone di realizzare una collaborazione costruttiva tra tutte le componenti della scuola attraverso indicazioni e suggerimenti. Durante tale assemblea verrà eletto il rappresentante dei genitori.

>> Comitato dei genitori
E’ composto dai rappresentanti di classe ed ha lo scopo di promuovere iniziative che migliorino il rapporto scuola-famiglia, promuovere nella scuola e nella famiglia una maggiore attenzione alle problematiche legate all’educazione e a tutelare la sicurezza e il diritto alla salute.

Ecco a questo punto i passi che potete intraprendere:

1. Per prima cosa recatevi alla Segreteria della Scuola frequentata dai vostri figli e fatevi dare il P.O.F., che altro non è che il PIANO DELL'OFFERTA FORMATIVA, cioè la carta di identità dell’istituzione scolastica che esplicita tutti i servizi che la scuola offre ai suoi utenti. Qualora vi chiedono il perché, dite semplicemente che è un vostro diritto sapere il programma di studio.
Visionatelo al suo interno, soprattutto in riferimento ai Progetti previsti: in particolare quelli relativi alle attività si screening, vale a dire test cognitivi, psicologici che hanno lo scopo di individuare "disturbi fantomatici" di apprendimento, "di attenzione e iperattività" ecc, che successivamente possono portare a segnalare il bambino per una etichettatura da “handicappato” o
affetto da "disturbo da deficit di attenzione e iperattività", per fare degli esempi ed approdare forse nelle mani di neuropsichiatri infantili che, per risolvere il suo disagio, medicalizzano i suoi problemi, ricorrendo magari alla terapia psicofarmacologica (in Italia 50.000 circa sono già i bambini ai quali stanno venendo somministrati psicofarmaci).

Attenzione anche ai Progetti sull'affettività che spesso vengono gestiti da neuropsichiatri infantili o psicologi che entrano nella classe ad osservare i bambini. Può essere che nel Piano dell'Offerta Formativa non troviate i Progetti nella loro interezza, potreste soltanto vederne citati i titoli o una sintesi.
Solitamente ai genitori non viene mostrato il Progetto nella sua interezza, ma ne verrete a conoscenza attraverso una circolare, che ne presenta solo un breve riassunto. Il Progetto è completo: ecco perchè lo si deve visionare, per evitare sorprese poi.
Avete tutto il diritto (in base alla legge sulla trasparenza, che è la N ° 241) di visionarli, rivolgendovi presso l'Ufficio della Dirigenza.
Così facendo sarete sempre informati su quali sono i Progetti che la scuola porterà avanti nel corso dell’anno scolastico e decidere di conseguenza, anche ricorrendo al trasferimento di vostro figlio in un’altra scuola.

IMPORTANTE: è stato rilevato che gli screening psicologici non sempre avvengono tramite test.
Rapporti ricevuti parlano, per evitare lamentele dei genitori, di proposte di temi poi visionati da psicologi, semplice osservazione dei bambini impegnati in normali attività di gioco, giochi proposti da psicologi. Ultimamente, sempre per aggirare probabili lamentele, sono diventati più creativi: i test li consegnano a casa chiedendo ai genitori di rispondere. Questi sotterfugi la dicono lunga sulle intenzioni nascoste di psicologi e psichiatri per la scuola.

2. Per sottoporre i vostri figli a test e questionari psicologici o dei disturbi dell’apprendimento RICORDATE CHE E’ NECESSARIO IL CONSENSO INFORMATO DA PARTE VOSTRA E VOI VI POTETE OPPORRE. Nel caso in cui i vostri figli siano stati sottoposti a test psicologici a vostra insaputa potete fare un esposto per la violazione della legge sulla privacy (D. Lgs. 196/03), che potrete inviare ad esempio al Direttore dell’Ufficio Scolastico della Regione in cui risiedete, all’Assessore all’Istruzione e Formazione della Regione suddetta, al Garante della Privacy (Piazza Monte Citorio 121, 00186 Roma). Copia dell’esposto potete inviarlo anche al Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani, V.le Monza, 1 – 20125 Milano.

3. Proponetevi come rappresentante dei genitori della classe; in tal modo, presenziando alle varie riunioni, potrete monitorare meglio la situazione didattico-educativa della classe. Inoltre avrete la possibilità di avere una maggiore comunicazione con le insegnanti di classe e collaborare con loro, aiutando in tal modo l’istituzione scolastica nelle scelte educative e nel genere di istruzione da impartire ai vostri figli (art. 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani).

4. Proponetevi di far parte del Consiglio d’Istituto e, diventando così parte attiva e responsabile della vita scolastica vi impegnerete, insieme ad altri genitori, a restituire la scuola ad insegnanti professionisti che guidino gli alunni, affinchè possano crescere in modo sano ed equilibrato, sviluppando la loro personalità e consolidando, potenziando le conoscenze acquisite che applicheranno poi nella vita.

5. Qualora vostro figlio, durante un colloquio avuto con gli insegnanti o con il Coordinatore del corpo docenti, possa correre il rischio di venire segnalato come “affetto” da “handicap”, piuttosto che da “disturbi dell’apprendimento” (disgrafia= incapacità di scrivere in modo corretto,
dislessia=incapacità di leggere e capire un testo scritto…) a seguito di test a cui è stato sottoposto, voi, in quanto tutori e responsabili di vostro figlio, VI POTETE OPPORRE. Avete tutto il diritto di farvi mostrare i test somministrati a vostro figlio. Fatevi spiegare e chiarire ogni cosa, ad esempio: dai test risulta che vostro figlio è iperattivo. Cosa vuol dire iperattivo? Quali sono i test scientifici che lo ritengono tale? Chi ha deciso che mio figlio è iperattivo? In base a quale punteggio? Chi ha deciso che a quel numero corrisponde un deficit? Queste sono alcune delle domande che potete porre al corpo docente.

Se vostro figlio ha delle difficoltà, svariate sono le azioni che possono essere intraprese: sottoporre vostro figlio a un ceck-up completo per evidenziare possibili disturbi fisici reali, affiancare vostro figlio a un’insegnante di recupero che lo aiuti dal punto di vista didattico, modificare la sua alimentazione, che presenta allergie o disfunzioni ghiandolari o una presenza eccessiva di zuccheri, coloranti...

6. Qualora vostro figlio sia già stato diagnosticato “affetto da...”, voi avete tutto il diritto di fare OPPOSIZIONE NETTA, facendovi mostrare i test e dichiarando che state già prendendovi cura di vostro figlio al di fuori dell’istituzione scolastica, attravero un’insegnante di recupero, piuttosto che da voi stessi, per esempio. Ricordate: I GENITORI SONO GLI UNICI TUTORI RESPONSABILI DEI PROPRI FIGLI, NON E’ LA SCUOLA.

“Le scuole servono per imparare. Non servono per esperimenti psichiatrici su giovani menti”. (Bruce Wiseman, autore di Psychiatry: the Ultimate Betrayal, pag. 385).

Il Piemonte e il Trentino sono le prime due regioni italiane che hanno approvato una legge che pone il divieto assoluto dei test psicologici nelle scuole; ora questa legge è approdata in Parlamento.

Per informazioni:
Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani onlus
tel: 02 36510685 -
info@ccdu.org - www.ccdu.org

Fonte: www.ccdu.org
Immagine di apertura: www.perchenonaccada.org