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Dietro a un’innocua stellina o a un suggestivo simbolo maori che tanti
giovani, ma non solo loro, amano farsi tatuare sulla pelle, si nasconde il rischio di
ammalarsi di cancro.
L’allarme - già all’attenzione dell’agenzia di dipartimento della sanità americana,
Food and Drug Administration (Fda in sigla), e del Consiglio europeo - ci tocca ora da vicino.
Il procuratore vicario Raffaele Guariniello ha appena aperto un’inchiesta sui rischi alla
salute prodotti dai tatuaggi e il primo risultato è inquietante.
In un laboratorio torinese è stato scoperto un inchiostro cancerogeno. Si tratta di un
prodotto, realizzato a San Ferdinando di Puglia, in provincia di Foggia, che contiene le
ammine aromatiche. Pericolose sostanze in grado di scatenare la formazione di mesotelioma.
Tanto per essere più chiari, sono le stesse molecole che respiravano i dipendenti della
Pirelli quando lavoravano la gomma: anche in quel caso, sempre secondo un’indagine del pool
di Guariniello, il pericolo di beccarsi un tumore era altissimo.
Per fronteggiare la nuova emergenza tattoo, è stata già inoltrata una segnalazione al
ministero della Sanità e ai carabinieri del Nucleo antisofisticazione per il ritiro immediato
dal mercato dell’inchiostro finito nel mirino della magistratura. Non solo, proprio in virtù
dell’attenzione europea alle malattie legate ai tatuaggi, è stato diramato un comunicato
anche oltre confine. L’Asl 1, inoltre, ha informato il Comune sull’irregolarità
riscontrata nel centro tattoo torinese: l’attività sarà presto sospesa. L’inchiostro
illegale è a colori - i campioni risultati positivi ai test dell’Arpa sono di colore
giallo, rosso e arancione - e contiene molecole come
la O-Toluidina
e la 5-Nitroanilina, decisamente insidiose per la formazione di carcinoma.
E se
la Fda
statunitense non ha ancora preso provvedimenti precisi, il Consiglio dei ministri europeo è
molto oltre. Ha emanato una delibera che ribadisce come i tatuaggi ed il trucco permanente non
debbano essere pericolosi per la salute o la sicurezza delle persone o dell’ambiente.
Infatti, il fabbricante od il responsabile dell’immissione in commercio dei prodotti in
questione dovrebbe compiere una valutazione del rischio, basandosi su recenti dati
tossicologici, resi facilmente accessibili alle autorità competenti.
Secondo la delibera i tatuaggi ed il trucco permanente dovrebbero essere utilizzati solo se
privi di: ammine aromatiche ed in generale di sostanze, in particolare quelle con attività
cancerogena. L’assessorato alla salute regionale ha dimostrato grande sensibilità nei
confronti della delibera europea. Accortezza avvertita anche dalla procura torinese che ha
deciso di avviare un’inchiesta. E siamo solo ai primi passi. Guariniello annuncia: «Controlleremo
a tappeto centri tattoo in tutta la città».
Chi viola la legge del codice di consumo, sulla messa in commercio di articoli dannosi per la
salute, rischiare fino ad un anno di carcere e una multa tra i 10 e i 50 mila euro.
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