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"Antitrust Multa pubblicità anticolesterolo Danacol e Pro-activ"  
  Con multe, rispettivamente, di 250.000 e di 100.000 euro l'Antitrust, con due distinti provvedimenti, ha sanzionato 
le pubblicità di Danacol (Danone) e di Pro-activ (Unilever), giudicandole pratiche commerciali scorrette. 

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tto da http://www.wallstreetitalia.com del 2 giugno 2009 di Apcom

Roma, 2 giu. (Apcom) - Con multe, rispettivamente, di 250.000 e di 100.000 euro l'Antitrust, con due distinti provvedimenti, ha sanzionato le pubblicità di Danacol (Danone) e di Pro-activ (Unilever), giudicandole pratiche commerciali scorrette. Secondo l'Antitrust le campagne pubblicitarie esaminate, finalizzate a promuovere i due prodotti come bevande 'anti-colesterolo', "non hanno fornito ai consumatori le informazioni necessarie a valutare i prodotti stessi e di assumere una decisione consapevole". L'Antitrust non ha contestato l'efficacia delle bevande, che si configurano come alimenti funzionali addizionati di fitosteroli, ai quali la normativa comunitaria riconosce una specifica efficacia nella riduzione dei livelli plasmatici di colesterolo, prescrivendo l'inserimento sulle confezioni di specifiche avvertenze, che peraltro sono mancate o sono state riportate in modo inadeguato nei messaggi pubblicitari.

LA CAMPAGNA PUBBLICITARIA DONACOL
Secondo l'Antitrust tutte le campagne pubblicitarie relative a Danacol sono state costruite sull'equivoco che per tenere sotto controllo, prevenire e/o ridurre il colesterolo e conseguentemente il rischio cardiovascolare, occorra evitare eccessi alimentari e, comunque, privilegiare l'assunzione di Danacol, presentato come soluzione facile, naturale ed efficace. I messaggi, attraverso le immagini e le indicazioni riportate hanno avvalorato il falso convincimento che il prodotto costituisca la soluzione della problematica colesterolo e di conseguenza elimini il rischio cardiovascolare.

Per l'Antitrust, è fuorviante collegare un problema importante come il colesterolo, che nei casi più seri richiede una terapia farmacologica di carattere permanente, al consumo di un prodotto alimentare, anche volendo tenere conto dell'attitudine degli steroli, dei quali si compone il prodotto stesso, ad intervenire su i livelli plasmatici di colesterolo. L'efficacia limitata e parziale del prodotto per affrontare il problema del colesterolo, quale rimedio ausiliare e integrativo da abbinare ad una modifica delle abitudini alimentari e nei casi più gravi ad una terapia farmacologia, non è stata invece sufficientemente evidenziata in tutta la campagna promozionale, nella quale al contrario il prodotto viene presentato come rimedio efficace del colesterolo in un limitato arco temporale. In tutte le comunicazioni pubblicitarie non vi sono inoltre indicazioni che consentano al consumatore di comprendere in quale situazione e quale tipologie di persone possono trovare giovamento ricorrendo al consumo del prodotto e in che misura lo stesso prodotto può risultare efficace.

L'Antitrust ha sanzionato Danone, con un'ulteriore multa pari a 50.000 euro, anche per la specifica promozione denominata Mese del Cuore svoltasi nel mese di settembre 2008, con la quale veniva offerto un buono acquisto per ottenere una confezione omaggio per ogni confezione acquistata. Il buono era però condizionato all'invio di un questionario posto all'interno del cartonato delle confezioni debitamente compilato, unitamente alla prova d'acquisto e allo scontrino. Nella pubblicità queste condizioni non erano chiarite.

LA CAMPAGNA PUBBLICITARIA PRO-ACTIV
La promozione del prodotto Pro-activ, sanzionata dall'Antitrust, è stata collegata (nei messaggi radiofonici e stampa) ad una campagna di prevenzione svolta in collaborazione con un'associazione di medici - la Società Italiana di Cardiologia - in molte città italiane nell'ambito della quale alle donne con più di 40 anni veniva offerta la possibilità di effettuare un controllo gratuito del cuore. Tutta la campagna promozionale, svolta a favore di Pro-activ attraverso stampa, sito e radio, è stata correlata alla campagna di prevenzione incentrata sull'alterazione fisiologica del livello di colesterolo e sul conseguente rischio cardiovascolare al fine di indurre nei consumatori - nei messaggi radio e stampa individuati espressamente nelle donne in periodo di menopausa - consapevolezza e allarme su tale fattore di rischio, creare un conseguente bisogno, e presentare Pro-activ come valido coadiuvante nel ridurre il fattore di rischio colesterolo. Per l'Antitrust, al contrario, è fuorviante creare l'aspettativa che sia possibile eliminare o ridurre i fattori di rischio correlati all'ipercolesterolemia attraverso il consumo di un prodotto alimentare la cui efficacia è, per sua natura, limitata e parziale. I messaggi sono stati dunque omissivi e fuorvianti, in quanto, per il loro contenuto espresso e in assenza di indicazioni più esaustive sull'effettivo ambito di impiego di Proactiv, sono stati idonei ad indurre in errore i consumatori sulle caratteristiche del prodotto e sui risultati che si possono attendere dal suo uso, inducendoli ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbero altrimenti preso.