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C'è
"un'associazione importante, coerente, e
significativa tra esposizione residenziale alle strutture di Radio Vaticana ed eccesso di
malattia per leucemia e linfomi dei bambini" residenti a Cesano e nella
zona di Roma Nord tra la fine degli anni '80 e il 2003. E' quanto emerge dalla perizia di
indagine tecnica sulle antenne di Radio Vaticana, durata cinque anni e presentata oggi (13
luglio). Lo riportano fonti di agenzia.
La
perizia tecnica fu affidata nel maggio del 2005 dal gip Zaira Secchi al professore Andrea
Micheli. L'accertamento riguardava le conseguenze sulla popolazione residente nelle zone in
questione delle emissioni provenienti dalle antenne di Radio Vaticana, in misura minore dal
centro radar della Marina, entrambi nel quartiere romano della Storta.
"Per
quanto concerne lo studio di mortalità relativo alle strutture di Radio Vaticana
- scrivono gli esperti - le condizioni di prova richiesta
si sono verificate". Sono stati rilevati "rischi
importanti per la fascia di esposti tra i 5 e i
9 chilometri
dall'emittente, per almeno 10 anni,
di donne e uomini di tutte le età, dove c'è il rischio di morte per tumori emolinfopoietici".
"Tutte
le analisi svolte hanno indicato condizioni di eccesso di rischio di morte su valori
oscillanti su tutta l'area di studio fino a
12 chilometri
dall'emittente, con eccessi importanti e significativi, con però mancata evidenza di rischio,
per gli esposti adulti a
5 chilometri
dall'emittente". Il rischio
maggiore, invece, è "per i piccoli che
hanno abitato per più tempo della loro vita nella fascia tra 6 e
12 chilometri
dalla stazione della radio pontificia".
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