Boicottaggio Home Page

"Dall'Est uno zoo di clandestini"
Solo un mese fa, sono stati sequestrati decine di cuccioli di cani di razze pregiate - beagle, husky, west terrier, 
pastori bernesi - in tre allevamenti, a Brescia e a Padova. Quei cuccioli in Italia li vendono a 800 in media, 
ma si arriva anche a 2.500. Oggi sono milioni, soprattutto cuccioli di quaranta giorni. Molti muoiono durante 
il viaggio o all’arrivo, nei negozi dove vengono parcheggiati in attesa di un padrone. 
La mortalità di questi cuccioli è altissima.

tratto da http://www.lastampa.it del 4 dicembre 2008 a firma di Guido Ruotolo

Roma Nord, casello autostradale di Fiano Romano. Il poliziotto alza la paletta. Il furgoncino accosta. Un controllo di routine della Polstrada. L’autista, un ungherese, è imbarazzato. «Apra dietro...». Scena surreale, accaduta appena qualche giorno fa. Un ruggito. La portiera si spalanca e dentro il furgone si materializzano due leonesse malridotte, rinchiuse in due gabbie dalle quale avrebbero potuto fuggire. Due «clandestini». L’autista abbozza una giustificazione: «Le sto portando a un circo..». Forse è vero. Ma quelle due leonesse africane non sono in regola. Sembra davvero un traffico di «clandestini» stipati su un mezzo senza un finestrino. E come i disperati extracomunitari senza documenti, le due giovani leonesse, sono finite in un Centro d’accoglienza, il «Centro Traffic» del Wwf di Semproniano, Grosseto, affidate in custodia dal personale del Corpo forestale.

All’autista sono stati contestati i reati di maltrattamento e infrazione della normativa Cites (Convenzione di Washington) che regola il commercio di specie animali e vegetali minacciati di estinzione. «Leonesse? Noi dobbiamo vigilare sul commercio regolare di 35.000 specie di animali - spiega Marco Fiori, responsabile del servizio Cites della Forestale - e spesso siamo costretti a sequestrare animali maltrattati e non in regola con le normative». Le statistiche forniscono un quadro sorprendente: dal 2005 sequestrati 6.356 animali e 437 strutture - da canili abusivi a esercizi commerciali -, valore 10,5 milioni di euro. Sequestrati, solo facendo riferimento alla Convenzione di Washington sulle specie in via d’estinzione: 2 leoni, 2 cammelli, 1 dromedario, 4 coccodrilli, 11 tigri, 350 pappagalli, 3 struzzi. E poi, passando alle specie animali non a rischio estinzione, 4.057 cani, 853 gatti, 15 cavalli.

Solo un mese fa, sono stati sequestrati decine di cuccioli di cani di razze pregiate - beagle, husky, west terrier, pastori bernesi - in tre allevamenti, a Brescia e a Padova. I cuccioli erano stati importati dall’Ungheria con passaporti falsificati. Maria Rosaria Esposito è la responsabile del Nirda, il Nucleo investigativo della Forestale che si occupa dei reati contro gli animali: «L’anno scorso siamo andati a Pecs, in Ungheria, uno dei maggiori mercati di cani. Come turisti abbiamo chiesto il prezzo di un cucciolo: variava da 50 a 120 euro. Quei cuccioli in Italia li vendono a 800 in media, ma si arriva anche a 2.500». Avere il quadro reale del commercio di animali dall’Est non è facile. Gli ultimi dati ufficiali, prima che con Schengen chiudessero gli uffici doganali, solo alla frontiera di Gorizia in sei mesi, sono stati censiti 500 mila animali. «Oggi? Milioni - dice Esposito - soprattutto cuccioli di quaranta giorni. Molti muoiono durante il viaggio o all’arrivo, nei negozi dove vengono parcheggiati in attesa di un padrone. La mortalità di questi cuccioli è altissima».

Fosse solo un problema di maltrattamenti e malnutrizione, la questione rimarrebbe confinata nell’ambito di una battaglia puramente «animalista» e del rispetto della legge. Ma non è così, o meglio è anche questo. Il problema è anche quello del giro d’affari. La responsabile del Nirda della Forestale: «Il business è di svariati milioni di euro all’anno. Non è un mercato frammentato. Ci sono quattro, cinque grossi imprenditori monopolisti. Non mi meraviglia se dietro questo commercio operino organizzazioni criminali come la camorra». Chi invece è certo che si tratti di camorra è Marco Fiori, responsabile del Cites, della Forestale: «C’è la camorra dietro ai mercati napoletani dove si vendono tartarughe importate dalla Tunisia e dall’Albania. E’ un giro di milioni di euro. Una tartaruga viene pagata 5 euro e venduta a 300. La dimensione del fenomeno? Spesso facciamo sequestri anche di 2.500 tartarughe a volta».


«La tratta dei cuccioli sarà reato» Un business da 300 milioni l'anno

tratto da http://www.lanuovaecologia.it

04 dicembre 2008

L'Italia dice stop alla tratta dei cuccioli dai paesi dell' Est, un business da 300 milioni di euro l'anno. sarà prevista la confisca degli animali e la reclusione fino a tre anni con l'aggravante se il traffico avviene senza vaccinazioni o da zone infette o con vincoli sanitari.

Il traffico illegale degli animali da compagnia diventa reato. "Pensiamo, con i ministri Alfano e Sacconi - ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini - di inserire un reato specifico contro il traffico di animali da compagnia. Un segnale forte contro queste mascalzonate". L'Italia dice stop alla tratta dei cuccioli dai paesi dell' Est, un business da 300 milioni di euro l'anno, e questo è uno dei punti del piano d'azione. Frattini fa appello ai Paesi di origine per una collaborazione più stretta e ha scritto alla Commissaria Ue alla salute per standard e regole.

Azioni che fanno parte di una più larga alleanza con il ministero del Welfare, stretta oggi alla Farnesina alla presenza del sottosegretario alla Salute, Francesca Martini. Sul fronte salute Martini ha annunciato il via "a una task-force di esperti del ministero del Welfare che lavorerà intensamente in sinergia e in raccordo con la Farnesina ". "Questo traffico - ha detto Martini - è divenuto una piaga che mette a repentaglio la salute pubblica esponendola ai rischi collegati sulla mancata profilassi degli animali e alle condizioni igienico sanitarie in cui sono mantenuti".
Ecco quindi che si pensa a un reato ad hoc che, secondo una bozza, prevede la confisca degli animali e reclusione fino a tre anni con l'aggravante se il traffico avviene senza vaccinazioni o da zone infette o con vincoli sanitari. Ma il lavoro è anche oltre frontiera.

"Chiedo una collaborazione più stretta con i Paesi di origine perché intensifichino i controlli da parte delle autorità veterinarie e doganali", ha detto Frattini parlando del suo come di un "appello convinto" e sottolineando gli ottimi rapporto che l'Italia ha con questi Governi. "Assieme al sottosegretario alla Salute, Francesca Martini - ha detto Frattini - intendo sensibilizzare l'intervento delle Autorità dei Paesi più interessati: Ungheria (Paese già richiamato dalla Commissione Ue nell'ottobre 2007 su richieste del nostro Paese), Slovacchia, Polonia, Romania, Repubblica Ceca, Slovenia e Bulgaria, in ambito comunitario, così come di Estonia, Lettonia, Lituania, Russia, Bielorussia, Ucraina in ambito extracomunitario".

Frattini ha inoltre annunciato di aver chiesto alla Commissaria europea alla Salute, Androulla Vassiliou "regole di controllo più strette" mentre in ambito nazionale ha "avviato le procedure per ratificare la Convenzione del Consiglio d'Europa per la protezione degli animali da compagnia, firmata dal nostro Paese nel 1987, ma, dopo 21 anni, non ancora recepita". E con il Natale alle porte, Farnesina e Welfare lanciano un messaggio agli italiani: "Solo cuccioli di sicura provenienza".

IL FENOMENO IN CIFRE

ISPEZIONI: su 1.189 ispezioni fatte dai Nas su esercizi di vendita, allevamenti, strutture di addestramento, attività di dog-sitter, servizi di toelettatura, ambulatori privati e canili sanitari, ha riferito Martini, sono state accertate 639 violazioni di cui 102 a carattere penale e 532 a carattere amministrativo.

PREZZI: secondo la Lega Antivisezione (Lav), che ha avviato una campagna di adozione, i cuccioli dell'Est acquistati a circa 60 euro sono venduti a prezzi fino a venti volte superiori una volta trasformata la loro origine da Est Europa a italiana. I traffici di cani riguardano in particolare le razze Schitzu, West Highland, Carlini e Beagle.

RISCHI: assenza di vaccinazioni, certificazioni e identificazioni; assenza del passaporto europeo; cuccioli strappati alle madri troppo presto; trasporti in spazi angusti. La documentazione che viaggia con gli animali è considerata corretta solo nel 2% dei casi.