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Cento scienziati nei Paesi Bassi si sono schierati per chiedere la fine degli
allevamenti zootecnici di tipo industriali. In una carta di intenti hanno chiarito i problemi
degli allevamenti di massa, mostrando le possibili via di uscita e soluzioni.
Tra le motivazioni presentate
troviamo anzitutto la protezione degli animali, contro i maltrattamenti, le mutilazioni
e la sovraalimentazione delle varie specie, in un sistema in cui "gli animali vengono
adattati alle esigenze dell'industria".
Un altra forte preoccupazione degli accademici riguarda la distruzione del
suolo, con le deforestazioni ed una progressiva acidificazione e caricamento del terreno
con conseguenti sovraccarichi per le falde acquifere. Gli animali si nutrono di mangimi con
alte concentrazioni di fosfati che vengono di nuovo ceduti al terreno.
Ma forse l'argomento più forte, utilizzato da sempre a sostegno
dell'alimentazione vegetariana, è quello dell'alimentazione e della fame nel mondo. In
media, si scrive nel documento, servono
5 kg
di cereali per produrre 1kg di carne. Il 40% della raccolta cerealicola viene utilizzato
per l'alimentazione animale.
La produzione di carne richiede inoltro un consumo idrico enorme. Si prevede che
già nel 2017 il 70% della popolazione mondiale avrà problemi di accesso ad una quantità di
acqua potabile sufficiente.
Per quanto riguarda i cambiamenti climatici gli allevamenti provocano una quota
di emissioni di gas serra del 50% superiori a tutti i mezzi di trasporto, aerei inclusi.
Gli scienziati olandesi hanno elaborato un documento con 10 richieste:
1) I governi devono introdurre cambiamenti e non aspettarsi una semplice presa di coscienza
da parte dei consumatori, che è di per sé insufficiente. Sono necessari dei governanti
che mostrino chiara indipendenza rispetto agli interessi economici in atto.
2) Il consumo dei prodotti animali deve calare almeno del 33% da qui al 2020. Ai
governi il compito di informare in modo aperto e incisivo sulle conseguenze di un consumo
eccessivo di tali prodotti.
3) Tutti i costi della produzione di carne e latticini devono includere il costo
aggiuntivo per la salute pubblica e la distruzione dell'ambiente. Si richiede la disposizione
di una nuova tassazione su questi prodotti.
4) Se non si ottiene nessun accordo su scala europea o internazionali, i
singoli Paesi dovranno fungere da modello.
5) Alla protezione degli animali deve essere accordato un ruolo centrale,
incluso e menzionato all'interno delle Costituzioni e disciplinato da leggi in modo da abolire
pratiche crudeli.
6) L'utilizzo di antibiotici o ormoni nella produzione di alimenti deve essere
vietata.
7) Si deve sostenere la reintroduzione di cicli chiusi e autosufficienti nella
produzione alimentare.
8) L'espansione edilizia e degli allevamenti deve fermarsi. È opportuno
introdurre limiti precisi con una soglia massima di capi per ettaro, regione o paese.
9) Ai contadini deve essere data la possibilità di passare alle nuove
disposizioni. La politica, come matrice di un modello di sviluppo errato, deve saper
accompagnare un nuovo processo orientato alla sostenibilità.
10) Deve essere incentivato lo sviluppo di alimenti sani e gustosi di origine vegetale per
facilitare i consumatori nel passaggio ad un'alimentazione povera di carna e non appesantita
da troppi latticini.
Fonte: Sein.de
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