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Recentemente
il British Medical Journal ha pubblicato uno studio randomizzato controllato realizzato per
valutare l'efficacia dell'agopuntura sulla lombalgia persistente.
Le duecentoquarantuno persone coinvolte nella ricerca avevano mal di schiena almeno da quattro
settimane, ma per alcuni di loro il fastidioso problema persisteva da un anno. Tutti
ricevevano la terapia medica standard a base di antinfiammatori, ma una parte di loro, in
aggiunta, ha fatto dieci sedute di agopuntura in tre mesi. I ricercatori hanno usato una
rigorosa scala di misurazione del dolore per valutare l'efficacia delle cure nei due gruppi a
distanza di dodici e di ventiquattro mesi. Il gruppo in cura con l'agopuntura ha avuto una
riduzione del dolore significativamente maggiore dell'altro già a un anno, differenza che è
cresciuta al controllo dopo due anni.
La lombalgia è un grave e diffuso problema di noi occidentali: ma non è solo un problema di
salute; è sempre più un pesantissimo fardello economico per cittadini e Stato. Una ricerca
di qualche anno fa ha stimato in 1.632 milioni di sterline (circa 2.400 milioni di euro) la
spesa degli inglesi per fisioterapie, farmaci e visite specialistiche, che diventano 10.668
(circa 15.000 milioni di euro) se si calcolano anche i cosiddetti costi indiretti e cioè le
giornate di lavoro perse e gli altri effetti economico-sociali.
In un'epoca di "coperta corta" per la spesa sanitaria in tutta Europa, c'è quindi
anche un interesse economico a valutare trattamenti che possono ridurre l'uso dei farmaci e il
ricorso agli specialisti.
Per questo, la ricerca sopra ricordata è stata affiancata anche da uno studio economico per
stabilire se l'aggiunta di agopuntura al trattamento standard fosse un'ulteriore spesa o se,
invece, potesse essere un guadagno.
L'analisi economica è stata condotta da un gruppo dell'Università di Sheffield. L'aggiunta
di agopuntura ha comportato un aggravio di spesa di circa duecento euro a paziente, ma alla
distanza questi soldi in più hanno dimostrato di essere stati spesi bene: non solo perché
hanno fatto star meglio i beneficiari dell'intervento, ma anche perché hanno prodotto un
forte risparmio in termini di uso dei farmaci, di visite specialistiche e ricoveri.
I ricercatori inglesi, per quantificare il risparmio e quindi sciogliere il dilemma se
l'agopuntura sia un aggravio o un risparmio economico, hanno usato le rigidissime regole
recentemente stabilite dal National Institute for Clinical Excellence (NICE in sigla). Secondo
il NICE, qualsiasi trattamento medico, per essere giudicato conveniente e quindi essere
inserito nel servizio sanitario nazionale, dovrebbe stare al di sotto di una certa soglia,
che, in base a sofisticati calcoli, è stata stabilita in ventimila sterline di spesa per anno
di salute guadagnato. Usando questo criterio, l'agopuntura per la lombalgia è ben al di sotto
di questa soglia, collocandosi sulle quattromila sterline per anno di salute guadagnato. David
Wonderling, economista sanitario autore di un editoriale del British Medical Journal, fa
notare che questo risultato, affiancato ad un altro analogo relativo ai costi dell'agopuntura
per il mal di testa, consente di concludere che "l'agopuntura è più efficace (in
termini costi benefici) di numerosi altri trattamenti erogati dal servizio sanitario
nazionale" e che quindi andrebbe inserita nei servizi sanitari di base a carico dello
Stato.
Esattamente un anno fa, un'altra indagine economica si era occupata dell'agopuntura e in
generale delle terapie non convenzionali. Commissionata dal principe Carlo d'Inghilterra e
coordinata da Cristopher Smallwood, economista di grande prestigio, aveva concluso che "i
trattamenti non convenzionali (agopuntura, omeopatia e fitoterapia) riducono di un terzo le
visite mediche e di più del 50 per cento l'uso dei farmaci".
* Scuola di medicina
integrata www.simaiss.it
Avanti
con studi e ricerche
La medicina tradizionale cinese è certamente la più organica dottrina medica antica tutt'ora
operante in larga parte del mondo. In Cina, negli ultimi cinquanta anni, è stata oggetto di
una politica governativa che ne ha regolamentato l'insegnamento, la diffusione e
l'integrazione con la medicina scientifica negli ospedali e nelle Facoltà di medicina. Al
tempo stesso, negli ultimi trent'anni, ha avuto una crescente diffusione in tutti i paesi
industrializzati. La medicina tradizionale cinese si articola in cinque aree fondamentali:
agopuntura, farmacologia naturale, dietetica, massaggio, ginnastiche mediche. Negli ultimi due
decenni, è cresciuto l'impegno cinese, ma anche occidentale, nella verifica dell'efficacia
clinica e dei possibili meccanismi d'azione dell'agopuntura. A partire dalla metà degli anni
'80 inizia la pubblicazione di studi controllati in riviste scientifiche occidentali. Nel
1996,
la Food
and Drug Administration (FDA), l'ente di controllo Usa su alimenti e farmaci, riclassifica
l'agopuntura da strumento medico sperimentale a regolato. Nel 1997, uno storico documento del
gruppo di lavoro dei NIH (National Institutes of Health) sulla efficacia clinica
dell'agopuntura, segna l'ingresso dell'antica metodica terapeutica nel campo delle terapie per
cui è possibile dimostrare un'efficacia. Solo PubMed, la banca dati della National Library of
Medicine americana, conta oltre diecimila citazioni di studi, ma gli studi controllati, pur in
netta crescita, sono ancora in numero insufficiente. Al tempo stesso c'è un incremento della
ricerca sui meccanismi d'azione dell'agopuntura. (f. b.)
Efficace
per nausea, dolori,
cefalea cronica
Non solo dolore articolare: sulle applicazioni degli "aghi celesti" vi sono evidenze
scientifiche che qui riassumiamo.
Una "Cochrane review" del
2004 ha
preso in esame tutti i trial randomizzati controllati dal gennaio 1988 al gennaio 2003 che
hanno indagato gli effetti dell'agopuntura del punto Pericardio-6 sulla nausea e il vomito
post-operatorio. Conclusioni: "Con l'agopuntura di Pericardio-6, c'è una significativa
riduzione del rischio di nausea e vomito e dell'uso di farmaci antiemetici. L'agopuntura,
paragonata al trattamento farmacologico è superiore nella riduzione della nausea ma non del
vomito". Un recente studio del reparto di Ginecologia del Policlinico universitario di
Modena ha paragonato un gruppo di donne gravide in terapia antinausea (antiemetica) a un altro
gruppo con agopuntura due volte a settimana per due settimane, accompagnata da agopressione
quotidiana sul punto Pericardio-6. Conclusioni: "Entrambi i trattamenti sono efficaci
verso la nausea gravidica".
Una "Cochrane review" recente suggerisce che l'agopuntura sia benefica per i dolori
mestruali delle giovani (dismenorrea primaria) anche se gli studi sono giudicati
insufficienti. Uno studio recente ha esaminato 55 donne in post-menopausa con sintomi
vasomotori (vampate) trattate per 12 settimane con elettroagopuntura o con ormoni femminili (estradiolo).
Le donne trattate con elettroagopuntura hanno avuto una riduzione delle vampate di oltre il
50%. Conclusioni: pur avendo un'efficacia relativamente minore dell'estradiolo "è un
importante trattamento alternativo". Per la cefalea, due ampi studi multicentrici
(Inghilterra e Germania) dimostrano che l'agopuntura ha un effetto rilevante nella riduzione
dei giorni di mal di testa nella cefalea cronica. Infine, si segnalano dati non conclusivi,
anche se favorevoli, riguardo alla fertilità femminile, alla depressione, alla fibromialgia,
al morbo di Crohn e anche una recente "Cochrane Review" (1200 pazienti) nell'ictus
ischemico. (f. b.)
Viste
le reazioni nel cervello
Prove scientifiche dell'efficacia dell'agopuntura arrivano da ricerche italiane. Il Cnr e
l'Istituto San Raffaele di Milano hanno dimostrato che l'effetto antidolore è da attribuire
alla azione sui circuiti nervosi, che verrebbero "ingannati" dal rilascio di
sostanze simili alla morfina. I ricercatori, coordinati da Ferruccio Fazio (Cnr), hanno usato
la Pet
: osservando le reazioni del cervello, è stato possibile dimostrare che l'agopuntura si basa
su effetti biologici e non psicologici (placebo). Il Servizio sanitario nazionale riconosce
all'agopuntura la dignità di atto medico. All'atto pratico, però, non sono più di 50 le
strutture pubbliche che la forniscono, e a pagamento; solo alcune praticano una tariffa minima
agli "over 65". In qualche ospedale a Roma, L'Aquila, Milano, Firenze e Bologna,
viene impiegata come analgesico nel postoperatorio o come coadiuvante contro gli effetti della
chemio. I corsi universitari sono più di informazione che di formazione: quest'anno, i corsi
quadriennali per medici dell'associazione MediCina, già effettuati a Bologna, Napoli e Bari,
si svolgeranno anche a Milano, grazie all'accordo tra la stessa e
la Fondazione Ricci
( www.fondazionericci.it )
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