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RESENBURG (GERMANIA) - Meglio gli aghi di pillole e terapia fisica: sei mesi di agopuntura sono più efficaci
nel controllare il mal di schiena rispetto alle terapie convenzionali. Lo dimostra una ricerca
appena pubblicata sulla rivista Archives of Internal Medicine e condotta all’Università
tedesca di Regensburg. E non importa quale tecnica si usi: funziona sia l’agopuntura sham
(che prevede l’inserimento degli aghi superficialmente nella zona lombare, a una profondità
di 1-
3 millimetri
, ma non nei classici punti dell’agopuntura) sia il metodo tradizionale dell’antica
medicina cinese secondo il quale gli aghi vanno inseriti in punti ben precisi dei meridiani e
a una profondità che varia dai 5 ai
40 millimetri
.
ASSENTEISMO - Il mal di schiena, quello che gli anglosassoni chiamano low back pain, cioè dolore
nella zona lombare bassa, è un problema comunissimo che limita le normali attività
quotidiane di chi ne soffre e può durare a lungo: lo sperimentano nel corso della vita almeno
il 70-85 per cento delle persone . Nella classifica dei diversi tipi di dolore per i quali si
ricorre al medico, quello della schiena è al secondo posto, ma è il primo come causa di
assenteismo e disabilità. La cura classica si basa sulla combinazione di farmaci,
fisioterapia ed esercizio fisico. Molte persone ricorrono anche alle terapie non convenzionali
e all’agopuntura, ma la sua validità è sempre stata controversa. Il nuovo studio, però,
proprio per la numerosità dei pazienti trattati, sembra davvero fornire una prova valida
dell’efficacia.
LO STUDIO – Lo studio ha preso in
considerazione 1162 pazienti con età media di 50 anni che lamentavano dolori lombari cronici
da otto anni in media. Tutti i pazienti sono stati suddivisi «random», cioè casualmente, in
tre gruppi: il primo veniva sottoposto a due sedute di agopuntura sham alla settimana per sei
settimane, il secondo all’agopuntura classica per lo stesso numero di sedute e il terzo a
una terapia farmacologia e fisica. Rimaneva da misurare il miglioramento: così i ricercatori
hanno definito la risposta al trattamento ( cioè il risultato «utile») quando il dolore
migliorava del 33 per cento e la funzionalità del 12 per cento. Dopo sei mesi la percentuale
di risposte era del 47,6 per cento nel gruppo sottoposto ad agopuntura classica, del 44,2 per
cento in quello della tecnica sham e del 27,4 per cento nel gruppo sottoposto a cure
convenzionali.
«ALTERNATIVA» - «La superiorità di entrambe le forme di agopuntura - ha commentato Michael Haake,
uno degli autori dello studio – suggerisce un meccanismo comune che agisce sulla genesi del
dolore, sulla trasmissione dei segnali dolorosi o sulla loro interpretazione a livello del
sistema nervoso centrale, più efficace rispetto a quello delle cure classiche».
Ora i medici hanno davvero un’«alternativa» efficace e con pochi effetti collaterali e
controindicazioni per la cura del mal di schiena. E non solo: i risultati dell’agopuntura
durano nel tempo.
Adriana Bazzi
24 settembre 2007
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