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Si fa il decreto Omnibus ed è a
rischio il referendum sul nucleare. Allarme! Sanno di perdere, e vogliono
sfilarci il diritto di votare per poter costruire le centrali con comodo, passato l’effetto
Fukushima!
Mica sono tanto sicura, che sia davvero così. Ho un altro genere di sospetto. In realtà,
credo che ormai sia assodata la consapevolezza che le
centrali nucleari non si faranno mai: costano troppo, sono pericolose, non le
vuole nessuno e i cittadini delle aree coinvolte si daranno fuoco piuttosto che accettare una
centrale nucleare sotto casa. Fukushima ha
dato il colpo di grazia a tutta la faccenda e, referendum o no, il nucleare è morto e sepolto
con tutto il sarcofago.
Annullare il referendum contro il nucleare ha in realtà un altro scopo: quello di puntare al
non raggiungimento del quorum per il referendum sull’acqua. E’
l’acqua la preda davvero preziosa, il nucleare essendo lo specchietto per le
allodole. Ne parlai diffusamente anche
qui.
Bene. Chi dovrebbe costruire le centrali nucleari in Italia? I francesi di EDF,
Electricitè de France, il cui Presidente è Henri Proglio.
E chi fa la parte del leone nella privatizzazione degli acquedotti italiani? I francesi di Veolia,
il cui Amministratore delegato è Henri Proglio.
La stessa persona è a capo di entrambe le multinazionali francesi che puntano alla nostra
energia e alla nostra acqua.
La STESSA
persona. Definita dai commentatori
francesi un “intoccabile della Repubblica”, e che poche ore fa ha
annunciato anche “Edison sarà
nostra”.
A questo punto, il decreto Omnibus si configura in veste di risarcimento.
Eliminiamo dal referendum l’ormai morto nucleare per salvare il premio più prezioso, ovvero
l’acqua, che andrà comunque nelle stesse medesime mani. Le mani di qualcuno a cui si deve
garantire comunque e ad ogni costo il controllo delle
nostre risorse strategiche, non si scappa.
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