"Acqua pubblica, la Sicilia vota Sì"
Dopo
una breve, ma significativa e fallimentare, esperienza di semi-privatizzazione della gestione
dell’acqua la
Sicilia torna sui suoi passi. La finanziaria regionale, azzera la precedente gestione
privata o semiprivata.
tratto dal
sito http://www.ecoblog.it
del 2 maggio 2010 da Peppe Croce
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Dopo
una breve, ma significativa e fallimentare, esperienza di semi-privatizzazione della gestione
dell’acqua
la Sicilia
torna sui suoi passi. La finanziaria regionale, approvata 48 ore fa dopo una maratona
all’Assemblea Regionale Siciliana, contiene anche un emendamento del Pd,
votato anche dal Pdl
Sicilia, che azzera la precedente gestione privata o semiprivata. Aboliti
gli Ato Idrico, si dovrà adesso tornare a legiferare sulla materia. Il precedente sistema,
quello delle società d’Ambito Territoriale Ottimale (Ato) aveva dato risultati molto
diversi da provincia a provincia ma, sostanzialmente, anche dove la privatizzazione era
passata in maniera più compiuta non si erano fatti passi avanti nella qualità del servizio. Ora,
invece, si rimette la palla al centro e si riafferma che il bene pubblico dell’acqua deve
avere una gestione
pubblica. Tutto questo per via legislativa e non referendaria: il Pd, che ha
proposto l’emendamento nella finanziaria siciliana, in tutta Italia non aderisce alla campagna
per i tre referendum contro la privatizzazione della gestione dell’acqua. Referendum
che, a detta del Pd, non sono la via migliore per ottenere il risultato di togliere l’acqua
dalle mani dei privati. Anche senza l’appoggio del Pd, però, la raccolta firme sui tre
referendum procede spedita e con ottimi risultati. Il
traguardo delle 500.000 firme, infatti, sembra fino ad ora alla portata dei proponenti. Via
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