|
"Oggi, lunedì 24 novembre, il Consiglio Comunale di Parigi
approverà la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato, mandando a casa 25 anni di
gestione privata affidata a Veolia e Suez, le due più grandi multinazionali mondiali
dell’acqua". Lo riporta
Marco Bersani di Attac Italia a margine del 'Secondo
Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua' che si è tenuto lo scorso weekend a
Aprilia (LT). "Mentre in Italia destra di governo e opposizione moderata fanno a gara per
la messa sul mercato dei servizi pubblici locali - e la sinistra spesso assiste impotente - la
giunta municipale parigina osa pensare l’impensabile e praticare l’alternativa: dal 1
gennaio 2010, un ente di diritto pubblico, nel cui comitato di gestione siederanno anche i
rappresentanti dei lavoratori e degli utenti, gestirà l’intero ciclo dell’acqua della
città di Parigi" - aggiunge Bersani.
Nei giorni scorsi a Genova l'assessora all'acqua della municipalità di Parigi, Anne
Le Strat ha mostrato la delibera che il Consiglio municipale voterà oggi per non riconfermare
i contratti con i due giganti privati dell'acqua, Veolia e Suez, in scadenza per
fine 2009, passando ad una gestione pubblica che gestirà dalla produzione, alla
distribuzione, alla tariffazione - con la municipalizzazione, la città di Parigi ha calcolato
che risparmierà 30 milioni di euro l'anno, e come ha sottolineato l'assessora alla fine del
suo intervento: "Se siamo riusciti a farlo noi con la presenza delle due multinazionali
dell'acqua più importanti del mondo, credo propria che sia possibile ovunque" - riporta
Maurizio Gubbiotti su Aprileonline.
In Italia, invece, il 6 agosto scorso, il Parlamento italiano ha votato con
l’appoggio dell’opposizione - e in particolare del Pd - il disegno di legge che
prevede la
privatizzazione dell'acqua pubblica in Italia entro il 2010. Si tratta, nello
specifico, dell’articolo 23bis della legge
numero 133/2008 (già decreto legge 112 - la cosidetta 'finanziaria triennale'
del ministro Tremonti) che affida "il conferimento della gestione dei servizi pubblici
locali, in via ordinaria, a favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite
individuati mediante procedure competitive ad evidenza pubblica". Ciò al fine - afferma
il decreto - "di favorire la più ampia diffusione dei principi di concorrenza, di libertà
di stabilimento e di libera prestazione dei servizi di tutti gli operatori economici
interessati alla gestione di servizi di interesse generale in ambito locale". In altre
parole si spalanca la via alla privatizzazione dell'acqua pubblica.
Una legge approvata nonostante lo scorso anno siano state presentate dal 'Coordinamento
nazionale per l'acqua pubblica' oltre 400mila firme per una Proposta
di legge di iniziativa popolare per "la tutela, il governo e la gestione
pubblica delle acque e dispozioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico". Una
proposta di legge che - come ricordava sul quotidiano '
La Repubblica'
il
giornalista Paolo Rumiz- è stata depositata in parlamento nel luglio 2007 ma
"sia sotto il governo Prodi che sotto quello di Berlusconi non s'è trovato uno straccio
di relatore, nemmeno d'opposizione, capace di esaminare e illustrare la volontà dei cittadini
così massicciamente espressa".
Il problema della privatizzazione dell'acqua pubblica e le iniziative per la
ripubblicizzazione del servizio idrico sono state al centro anche del Forum
Sociale Europeo tenutosi lo scorso settembre a Malmoe dove è nata la 'Rete
europea dei movimenti per l'acqua. Ma tra le maggiori pressioni per la liberalizzaione
dell'acqua pubblica vengono anche dalla Commissione Europea - dove la lobby delle
multinazionali del settore sa far valere i propri interessi - sulla base dell'assunto,
fondamentalmente ideologico e nella maggior parte dei casi smentito dai fatti, che la
privatizzazione dei servizi pubblici garantirebbe "migliori servizi a minor costo".
"Ad Aprilia, che ha ospitato il Forum, sanno bene che significa affrontare un colosso
delle dimensioni della multinazionale Veolia" - riportava
ieri Andrea Palladino su 'il manifesto'. Settemila ricorsi, settemila famiglie che
continuano da due anni a pagare le bollette al comune, mantenendo la tariffa pubblica e
respingendo le fatture di Acqualatina, la spa mista controllata dall'azienda francese. «Noi
cerchiamo di far capire alle persone cosa sia la privatizzazione - ha detto Alberto De Monaco
del comitato di Aprilia - partendo proprio dalle bollette che le famiglie ricevono». Di
fronte ad aumenti che arrivano anche al 300% appare chiaro a tutti cosa intenda per servizio
pubblico una società privata, con sede a migliaia di chilometri" - concludeva Palladino.
Il 'Secondo
Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua', che si è tenuto lo scorso weekend, ha
inteso perciò riportare all'attenzione il problema della privatizzazione e rilanciare le
mobilitazioni territoriali e di una forte vertenza nazionale che consenta il rafforzamento
delle lotte territoriali e la riapertura di una capacità di incidere sull’agenda politica
nazionale per aprire la strada alla legge di iniziativa popolare. [GB]
|
|