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TORINO - L'acqua del rubinetto sfratta le bottigliette dalle mense scolastiche.
Ormai è una tendenza che si sta affermando ovunque. L'ultimo Comune che ha deciso di mettere
al bando la minerale è Torino. Una novità per migliaia di bambini e ragazzi che ogni giorno
consumano pasti negli istituti sotto
la Mole
, dagli asili nido fino alle scuole medie, passando per materne ed elementari.
Sui tavoli dei refettori arriveranno le caraffe riempite con l'acqua dell'acquedotto, come già
succede a Firenze, Roma, Bologna. E si tratta di una scelta che si sta allargando anche in
altre città, come Genova, pronta a seguire la linea indicata dalle altre amministrazioni. Per
quanto riguarda Torino l'assessore alle risorse educative, Luigi Saragnese, ha deciso di
inserire la rivoluzione nel prossimo bando di fornitura del servizio mensa e, secondo i
calcoli fatti dai tecnici, non si tratta di una mossa per risparmiare qualche euro nei bilanci
di Palazzo Civico. "Alla fine i costi saranno uguali perché le scuole dovranno dotarsi
di caraffe - spiega l'assessore - quello che ci interessa, invece, è valorizzare l'acqua
dell'acquedotto che, come ampiamente dimostrato da indagini e pareri, non ha nulla da
invidiare a quella confezionata".
L'operazione è anche conveniente. Non tanto da un punto di vista immediato sui conti, ma sui
risparmi che si otterranno sul fronte dei consumi di acqua, evitando gli avanzi di bottiglia,
e soprattutto riducendo la quantità di rifiuti e di plastica che finisce nei cassonetti,
anche se differenziati. Una svolta ecologista.
Ma ai bambini piace l'acqua del rubinetto e soprattutto le mamme, nelle famiglie
dove la minerale è un'istituzione, si sentiranno tranquille? Paolo Romano, amministratore
delegato della Smat, non ha dubbi: "L'acqua che esce dal rubinetto e la più sicura in
assoluto - spiega - noi, ad esempio, in un anno facciamo 400 mila analisi. mi sembra che ci
siano tutte le garanzie". Sul piacere o meno è una questione personale, soggettiva e
dipende dalle quantità di cloro: "Entra in gioco il gusto. Ad esempio negli Stati Uniti
più si sente il cloro più l'acqua viene apprezzata - aggiunge l'amministratore delegato - in
Italia è diverso, tanto che teniamo i livelli di cloro al minimo. Basta poi far decantare
l'acqua per una mezz'ora per far scomparire del tutto l'odore".
L'acqua che esce dai rubinetti di Torino è la stessa che a partire da febbraio verrà
utilizzata dagli astronauti americani nelle missioni nello spazio. Oltre a tutti i controlli
sanitari previsti può vantare anche il bollino della Nasa. L'ente spaziale americano ha più
volte esaminato tutta la catena di produzione. Una garanzia in più per i bambini e per
l'assessore Saragnese: "Perché non dovremmo utilizzarla per la refezione scolastica se
viene usata dagli astronauti".
(19 gennaio 2008)
Acqua del rubinetto alla mensa scolastica
Tratto da www.greenplanet.net del 06 settembre
2007
È una vera e propria svolta biologica quella che interesserà oltre 3.600
studenti delle scuole materne ed elementari di Como dall'inizio del prossimo anno scolastico.
Nelle mense degli istituti comunali, infatti, è in arrivo un'ondata di prodotti coltivati con
agricoltura biologica, mentre le bottigliette in plastica lasceranno spazio sulle tavole a
bottiglie di vetro retrò con acqua del rubinetto 'griffata' Acsm. Autrici di questa decisa
virata verso un'alimentazione più naturale possibile sono l'assessore all'Istruzione, Anna
Veronelli, la dirigente delle Politiche educative, Franca Gualdoni, e la responsabile della
ristorazione nelle mense comunali, Luciana Mazza. «Ormai da anni - conferma
la Veronelli
- dedichiamo grandi energie al miglioramento qualitativo del servizio di ristorazione nelle
scuole comunali. D'altronde l'alimentazione è un aspetto cruciale per la crescita dei nostri
ragazzi, e intendiamo veicolare insieme con prodotti di eccellenza anche i principi del
mangiar bene e sano».
Vediamo dunque più nel dettaglio cosa gli scolari delle scuole elementari e materne gestite
da Palazzo Cernezzi troveranno a mezzogiorno nei piatti. Partendo da una prima novità
importante, ovvero l'addio all'acqua contenuta in bottiglie di plastica preconfezionate per
lasciar spazio a quella del rubinetto. «In realtà - dice
la Veronelli
- abbiamo recepito un'indicazione emersa già due anni fa dal consiglio comunale dei bambini.
Da quel momento, abbiamo approfondito la conoscenza del settore, ne abbiamo parlato nelle
commissioni mensa con i genitori e abbiamo organizzato visite all'impianto di potabilizzazione
realizzato in caverna da Acsm. Infine - aggiunge l'assessore - abbiamo concordato con l'Asl
alcuni prelievi sull'acqua per vederne la qualità, che è sempre risultata eccellente». Da
qui dunque, la scelta di eliminare le bottigliette di plastica inquinanti e costose per
acquistare 500 bottiglie in vetro a chiusura ermetica che porteranno sulle tavole delle scuole
l'acqua limpida del rubinetto. Dopo la novità sul fronte delle bevande, ecco la serie di
cambiamenti per il pranzo vero e proprio che interesseranno un piccolo esercito di oltre 3.600
scolari tra elementari (2.435) e materne (1.193) a partire da lunedì prossimo. Numeri record,
peraltro, che la dirigente Franca Gualdoni giudica come «un premio per la qualità del
servizio offerto e un successo dell'organizzazione».
Tra i nuovi alimenti coltivati con agricoltura biologica al 100%, quest'anno entreranno nel
menu legumi, succhi di frutta, frutta e verdura a rotazione durante le settimane. Ma non è
finita qui, perché il Comune ha deciso di andare incontro anche a quella fascia tutt'altro
che trascurabile di bambini che hanno problemi di alimentazione con determinati prodotti. Per
oltre 300 alunni, infatti, ossia poco meno del 10% sul totale degli iscritti per l'anno
scolastico in partenza, sono state messe a punto diete speciali. «Un grande sforzo -
sottolinea
la Veronelli
- che però era necessario anche in virtù della crescita costante di studenti che presentano
problemi di alimentazione con alcuni prodotti. Per questo - rivela l'assessore - abbiamo
introdotto nella ristorazione scolastica il pane senza glutine, pasta per pizza e lasagne
senza glutine, budini di riso, prosciutto senza lattosio e glutine. Tutti prodotti selezionati
con cura e adatti per chi soffre di intolleranze particolari». Ma l'ondata di novità non è
ancora finita, perché anche i piccoli buongustai troveranno gustose novità ad attenderli a
mezzogiorno. Grande spazio, infatti, sarà dato per i pranzi tra le mura scolastiche a
prodotti a denominazione di origine protetta e piatti tipici. «I pizzoccheri sono sicuramente
una delle novità più succulente - conferma
la Veronelli
- Ma tra gli alimenti Dop saranno introdotti anche il prosciutto crudo di Parma, la bresaola
della Valtellina, il parmigiano reggiano e il riso parboiled. Un altro passo avanti verso
l'innalzamento della qualità della nostra ristorazione scolastica». Link
alla notizia.
Corriere di Como, 6 settembre 2007
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