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"Anche Torino come Roma e Firenze - Stop all'acqua minerale a scuola"  
 In molte città nelle mense solo acqua del rubinetto
"La qualità è ottima, così risparmieremo sui consumi"

tratto da
http://www.repubblica.it/ del 19 gennaio 2008 a firma di Diego Longhin

TORINO - L'acqua del rubinetto sfratta le bottigliette dalle mense scolastiche. Ormai è una tendenza che si sta affermando ovunque. L'ultimo Comune che ha deciso di mettere al bando la minerale è Torino. Una novità per migliaia di bambini e ragazzi che ogni giorno consumano pasti negli istituti sotto la Mole , dagli asili nido fino alle scuole medie, passando per materne ed elementari.

Sui tavoli dei refettori arriveranno le caraffe riempite con l'acqua dell'acquedotto, come già succede a Firenze, Roma, Bologna. E si tratta di una scelta che si sta allargando anche in altre città, come Genova, pronta a seguire la linea indicata dalle altre amministrazioni. Per quanto riguarda Torino l'assessore alle risorse educative, Luigi Saragnese, ha deciso di inserire la rivoluzione nel prossimo bando di fornitura del servizio mensa e, secondo i calcoli fatti dai tecnici, non si tratta di una mossa per risparmiare qualche euro nei bilanci di Palazzo Civico. "Alla fine i costi saranno uguali perché le scuole dovranno dotarsi di caraffe - spiega l'assessore - quello che ci interessa, invece, è valorizzare l'acqua dell'acquedotto che, come ampiamente dimostrato da indagini e pareri, non ha nulla da invidiare a quella confezionata".

L'operazione è anche conveniente. Non tanto da un punto di vista immediato sui conti, ma sui risparmi che si otterranno sul fronte dei consumi di acqua, evitando gli avanzi di bottiglia, e soprattutto riducendo la quantità di rifiuti e di plastica che finisce nei cassonetti, anche se differenziati. Una svolta ecologista.

Ma ai bambini piace l'acqua del rubinetto e soprattutto le mamme, nelle famiglie dove la minerale è un'istituzione, si sentiranno tranquille? Paolo Romano, amministratore delegato della Smat, non ha dubbi: "L'acqua che esce dal rubinetto e la più sicura in assoluto - spiega - noi, ad esempio, in un anno facciamo 400 mila analisi. mi sembra che ci siano tutte le garanzie". Sul piacere o meno è una questione personale, soggettiva e dipende dalle quantità di cloro: "Entra in gioco il gusto. Ad esempio negli Stati Uniti più si sente il cloro più l'acqua viene apprezzata - aggiunge l'amministratore delegato - in Italia è diverso, tanto che teniamo i livelli di cloro al minimo. Basta poi far decantare l'acqua per una mezz'ora per far scomparire del tutto l'odore".

L'acqua che esce dai rubinetti di Torino è la stessa che a partire da febbraio verrà utilizzata dagli astronauti americani nelle missioni nello spazio. Oltre a tutti i controlli sanitari previsti può vantare anche il bollino della Nasa. L'ente spaziale americano ha più volte esaminato tutta la catena di produzione. Una garanzia in più per i bambini e per l'assessore Saragnese: "Perché non dovremmo utilizzarla per la refezione scolastica se viene usata dagli astronauti".

(19 gennaio 2008)


Acqua del rubinetto alla mensa scolastica

Tratto da www.greenplanet.net del 06 settembre 2007

È una vera e propria svolta biologica quella che interesserà oltre 3.600 studenti delle scuole materne ed elementari di Como dall'inizio del prossimo anno scolastico.

Nelle mense degli istituti comunali, infatti, è in arrivo un'ondata di prodotti coltivati con agricoltura biologica, mentre le bottigliette in plastica lasceranno spazio sulle tavole a bottiglie di vetro retrò con acqua del rubinetto 'griffata' Acsm. Autrici di questa decisa virata verso un'alimentazione più naturale possibile sono l'assessore all'Istruzione, Anna Veronelli, la dirigente delle Politiche educative, Franca Gualdoni, e la responsabile della ristorazione nelle mense comunali, Luciana Mazza. «Ormai da anni - conferma la Veronelli - dedichiamo grandi energie al miglioramento qualitativo del servizio di ristorazione nelle scuole comunali. D'altronde l'alimentazione è un aspetto cruciale per la crescita dei nostri ragazzi, e intendiamo veicolare insieme con prodotti di eccellenza anche i principi del mangiar bene e sano».

Vediamo dunque più nel dettaglio cosa gli scolari delle scuole elementari e materne gestite da Palazzo Cernezzi troveranno a mezzogiorno nei piatti. Partendo da una prima novità importante, ovvero l'addio all'acqua contenuta in bottiglie di plastica preconfezionate per lasciar spazio a quella del rubinetto. «In realtà - dice la Veronelli - abbiamo recepito un'indicazione emersa già due anni fa dal consiglio comunale dei bambini. Da quel momento, abbiamo approfondito la conoscenza del settore, ne abbiamo parlato nelle commissioni mensa con i genitori e abbiamo organizzato visite all'impianto di potabilizzazione realizzato in caverna da Acsm. Infine - aggiunge l'assessore - abbiamo concordato con l'Asl alcuni prelievi sull'acqua per vederne la qualità, che è sempre risultata eccellente». Da qui dunque, la scelta di eliminare le bottigliette di plastica inquinanti e costose per acquistare 500 bottiglie in vetro a chiusura ermetica che porteranno sulle tavole delle scuole l'acqua limpida del rubinetto. Dopo la novità sul fronte delle bevande, ecco la serie di cambiamenti per il pranzo vero e proprio che interesseranno un piccolo esercito di oltre 3.600 scolari tra elementari (2.435) e materne (1.193) a partire da lunedì prossimo. Numeri record, peraltro, che la dirigente Franca Gualdoni giudica come «un premio per la qualità del servizio offerto e un successo dell'organizzazione».

Tra i nuovi alimenti coltivati con agricoltura biologica al 100%, quest'anno entreranno nel menu legumi, succhi di frutta, frutta e verdura a rotazione durante le settimane. Ma non è finita qui, perché il Comune ha deciso di andare incontro anche a quella fascia tutt'altro che trascurabile di bambini che hanno problemi di alimentazione con determinati prodotti. Per oltre 300 alunni, infatti, ossia poco meno del 10% sul totale degli iscritti per l'anno scolastico in partenza, sono state messe a punto diete speciali. «Un grande sforzo - sottolinea la Veronelli - che però era necessario anche in virtù della crescita costante di studenti che presentano problemi di alimentazione con alcuni prodotti. Per questo - rivela l'assessore - abbiamo introdotto nella ristorazione scolastica il pane senza glutine, pasta per pizza e lasagne senza glutine, budini di riso, prosciutto senza lattosio e glutine. Tutti prodotti selezionati con cura e adatti per chi soffre di intolleranze particolari». Ma l'ondata di novità non è ancora finita, perché anche i piccoli buongustai troveranno gustose novità ad attenderli a mezzogiorno. Grande spazio, infatti, sarà dato per i pranzi tra le mura scolastiche a prodotti a denominazione di origine protetta e piatti tipici. «I pizzoccheri sono sicuramente una delle novità più succulente - conferma la Veronelli - Ma tra gli alimenti Dop saranno introdotti anche il prosciutto crudo di Parma, la bresaola della Valtellina, il parmigiano reggiano e il riso parboiled. Un altro passo avanti verso l'innalzamento della qualità della nostra ristorazione scolastica». Link alla notizia.

Corriere di Como, 6 settembre 2007