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Il
comitato per l'acqua pubblica di Alessandria fa sapere che la lotte contro la privatizzazione
dell'oro blu prosegue.
Ecco il
comunicato, 6 marzo, prima
assemblea nazionale dei Comuni.
Sabato
20 marzo, manifestazione nazionale
Da aprile, grande campagna di raccolta firme
per la promozione di tre referendum abrogativi.
Ad Alessandria la
"questione acqua" è anche "questione morale": sul blog http://alessandriamd.blogspot.com/
Se il
Governo Berlusconi pensava, con l’approvazione dell’art.15-decreto Ronchi, di chiudere i
giochi sulla privatizzazione dell’acqua, consegnando questo bene comune agli appetiti dei
mercati e delle grandi multinazionali, si è sbagliato di grosso. L’approvazione di quella
legge, avvenuta fra l’indignazione generale, ha costituito un gravissimo attacco alle
mobilitazioni e alle proposte messe in campo dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua,
che, accanto alle resistenze in tutti i territori del Paese, ha consegnato da due anni una
legge d’iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua, corredata da oltre
400.000 firme. Di cui oltre 4.000 da noi raccolte ad Alessandria .
Se quella legge giace colpevolmente nei cassetti delle commissioni parlamentari, le lotte per
la ripubblicizzazione dell’acqua si sono ulteriormente estese in tutti i territori: sono
ormai oltre cento i Comuni che hanno approvato delibere di modifica degli Statuti comunali,
dichiarando l’acqua ‘bene comune e diritto umano universale ’ ed il servizio idrico come
‘privo di rilevanza economica’, e sottraendosi in questo modo alla incostituzionale
normativa nazionale. Comuni che hanno nel frattempo costituito il ‘Coordinamento nazionale
degli enti locali per l’acqua pubblica’ e che, il prossimo 6 marzo, terranno a Roma la
loro prima assemblea nazionale. Sabato 20 marzo un grande manifestazione nazionale attraverserà
le strade e le piazze di Roma per ribadire il NO alla privatizzazione dell’acqua, per
riaffermare che l’acqua è un bene comune e un diritto umano universale e per chiedere
l’immediata approvazione della nostra legge d’iniziativa popolare, che chiede la
ripubblicizzazione dell’acqua e la sua gestione partecipativa.
Abbiamo sempre considerato l’acqua come un paradigma di molti beni comuni naturali e sociali
da sottrarre ai privati e ai grandi capitali finanziari.In questi anni e in moltissimi
territori sono nate decine di altre resistenze in difesa dei beni comuni. Significative
mobilitazioni popolari, capaci di proposte alternative nel segno della democrazia condivisa,
stanno tenacemente contrastando la politica delle “grandi opere” devastatrici dei
territori, una gestione dei rifiuti legata al business dell’incenerimento, un modello
energetico dissipatorio e autoritario, basato su impianti nocivi ed ora anche sul nucleare.
La manifestazione del 20 marzo, oltre ad essere un importante ed unificante momento di lotta,
può mettere al centro con intelligenza e determinazione la questione della democrazia
partecipativa, ovvero l’inalienabile diritto di tutte/i a decidere e a partecipare alla
gestione dell’acqua e dei beni comuni, del territorio e dell’energia, della salute e del
benessere sociale. Sullo stop alle politiche di privatizzazione e sulla necessità di una
forte, radicata e diffusa campagna nazionale, un vastissimo fronte in queste settimane si è
aggregato al Forum italiano dei movimenti per l’acqua : dalle associazioni dei consumatori
alle associazioni ambientaliste, dal mondo cattolico e religioso al popolo viola, dai
movimenti sociali al mondo sindacale, alle forze politiche. Tutte e tutti insieme abbiamo
deciso di lanciare a partire dal prossimo mese di aprile, una grande campagna di raccolta
firme per la promozione di tre referendum abrogativi. Tre SI per la ripubblicizzazione
dell’acqua, tre SI per dire basta ai profitti su un bene essenziale. Uno strumento per dire
una volta per tutte : “Adesso basta. Sull’acqua decidiamo noi!”
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