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1- Vi danno un cestino. Una ricerca condotta nei supermercati ha
scoperto che il 75 per cento di chi ha in mano il cestino per fare la spesa compra sempre
qualcosa, in confronto ad appena il 34 per cento di chi non ha il cestino. Così, quando
all'entrata del supermercato un membro dello staff porge il cestino ai clienti, non è per
fare un favore a voi, ma all'azienda.
2- Frutta "pronta e matura". Poiché i supermercati desiderano che la frutta
si conservi il più a lungo possibile sugli scaffali, obbligano i fornitori a raccoglierla
acerba, sebbene ciò implichi che non sarà altrettanto buona, dato che gli zuccheri non si
sono completamente sviluppati. Essendo abituati all'idea che la frutta è sempre dura quando
la compriamo, siamo disposti a pagare un extra per il privilegio di avere frutta matura.
3-
Prezzatura Ingannevole. Il metodo irrazionale della prezzatura pone il prezzo degli articoli
diciamo a 4,99 euro invece che a 5,00. Il motivo sta nel tempo necessario per procedere alla
memorizzazione. L'arrotondamento verso l'alto implica uno sforzo mentale maggiore rispetto al
processo di memorizzazione delle prime cifre. Inoltre, a causa della grande quantità di
informazioni che i clienti devono elaborare, il dato del prezzo deve essere immagazzinato in
un tempo molto breve. Il modo più conveniente per farlo, in termini di memoria e di
attenzione, è quello di ricordare le prime cifre. Così ci illudiamo di spendere meno di
quanto non spendiamo in realtà.
4- Paghi uno e prendi due. È l'offerta che ha dimostrato di aumentare le vendite fino
ad oltre il 150 per cento. A dispetto di quel 50 per cento che effettivamente fa risparmiare,
questo tipo di operazioni ci inducono a consumare un prodotto in quantità maggiori rispetto
alle nostre abitudini, così, quando l'offerta finisce, siamo inclini a comprarne ancora. Ed
oltre ad incoraggiarci ad acquistare più di quello che ci serve, queste offerte celano un
costo occulto ai danni dei produttori, poiché sono loro, e non il supermercato, a finanziare
le promozioni. I supermercati le utilizzano per disfarsi della merce che non vendono.
5-
I bambini. Quando i supermercati Sainsbury's lanciarono il progetto dei corsi di cucina
per bambini (che i genitori pagavano 5 sterline), da tenersi durante le vacanze scolastiche
del
2003 in
alcuni punti vendita selezionati per l'occasione, i corsi furono organizzati presso i Caffè
"Pappagallo Blu", una linea di prodotti per bambini che propone sedicenti versioni
più sane dei tipici cibi pronti come i bocconcini di pollo e la pizza. I piccoli partecipanti
se ne andarono con una borsa a forma di caramella e un grembiule firmati Pappagallo Blu, con
la raccomandazione che se anche non avevano voglia di cucinare, potevano sempre convincere le
loro mamme a prendere qualcosa di già fatto da Sainsbury's.
6- All'altezza dello sguardo. I prodotti esposti all'altezza dello sguardo vendono il
doppio, per questa ragione spesso gli articoli costosi vengono messi lì. Se guardate in basso
agli scaffali, scoprirete alternative più convenienti. Allo stesso modo, notate dove sono
posizionati i prodotti meno sani per bambini: al livello dei loro occhi. È a loro che si
vuole vendere, non a voi. I genitori saranno disposti a comprare qualcosa che non avrebbero
scelto solo perché i bambini fanno i capricci.
7- Testimonial famosi. Se un cuoco alla moda come Jamie Oliver afferma che il cibo di
un supermercato è buono, o un'attrice amata come Prunella Scales reputa i prezzi convenienti,
il supermercato acquista credibilità. Si stima che da quando Oliver ha iniziato a lavorare
per
la Sainsbury's
, i profitti della catena siano volati alle stelle, al di sopra dell'1,2 miliardi di sterline.
Nel frattempo i programmi pubblicitari di Priscilla Scales alla TV hanno fatto aumentare di
2,2 miliardi di sterline gli incassi dei supermercati Tesco.
8- Prodotti Civetta. I prodotti di prima necessità quali pane, burro, latte e zucchero
attirano i consumatori nei supermercati e sono invariabilmente venduti a basso costo per
cercare di battere la concorrenza. (Di solito la catena Tesco propone 160 articoli a basso
costo). Noti anche come "prodotti civetta", convincono il cliente che sta facendo un
buon affare: i prezzi di questi beni li abbiamo sempre in mente per cui ci si accorge più
facilmente degli sconti. Non fatevi ingannare. A questo i supermercati rimediano, alzando i
prezzi su altri prodotti di cui non ricordiamo il costo.
9- Scatola nuova, prodotto vecchio. Stanchi del pollo "Tikka masala"? Perché
non assaggiate la nuova specialità regionale "Keralan masala"? La differenza sta
tutta e solo nella confezione.
10- Assaggi gratuiti. Potete anche non comprare il prodotto che vi
hanno appena offerto di assaggiare, ma lo stomaco comincerà a liberare i succhi gastrici,
facendovi avvertire di più la fame. Questo vi indurrà ad acquistare del cibo in più, in
particolare prodotti pronti e più costosi, che potrete gustare non appena usciti dal
supermercato.
11- Si compra come si legge. Le persone che leggono da sinistra a destra scorrono anche
gli scaffali da sinistra a destra. Perciò le varietà più costose di un determinato prodotto
si troveranno sulla sinistra, quelle più convenienti sulla destra.
12- La musica. Per un periodo di due settimane, a giorni alterni, in un reparto che
esponeva vini francesi e tedeschi venne diffusa musica francese e tedesca. La musica francese
portò i vini francesi a vendere di più di quelli tedeschi, mentre la musica tedesca causò
l'effetto opposto. Ma non è solo il tipo di musica ad influire sugli acquisti, conta anche il
fattore tempo. Camminiamo compiendo approssimativamente 90 passi al minuto. Una musica al di
sotto dei 90 battiti al minuto ci fa rallentare inconsciamente, e ci trattiene più a lungo
tra gli scaffali.
13- Il falso affare. I supermercati promuovono un prodotto ad un prezzo che riporta
accanto un prezzo più alto, da cui voi supponete abbiano ricavato il primo, riducendolo. In
effetti, non vendono mai quel prodotto al prezzo più alto, ma lo compriamo perché ci sembra
un affare.
14- Prodotti dal valore aggiunto. Una mela costa 20 centesimi. Ma tagliatela,
riponetela in una vaschetta e vendetela come "mela a spicchi" ed essa verrà a
costare 99 centesimi, per meno della metà di prodotto. Chi ha così poco tempo da non potersi
tagliare una mela?
15- Le distanze. Per prolungare il tempo che trascorriamo a contatto con i prodotti
durante la spesa, i negozi posizionano gli articoli e le marche più richieste in mezzo ai
corridoi, assicurandosi così che da qualsiasi direzione il cliente debba passare, ci metterà
sempre molto tempo a raggiungerli. Allo stesso modo, i beni di maggior consumo come pane e
latte si trovano in fondo al negozio. I clienti devono passare in mezzo a molta merce esposta
prima di vederli e ci sono maggiori possibilità che effettuino acquisti dettati dall'impulso.
16- Iniziative Sociali. Dal 1991 la catena Tesco ha istituito il progetto
"Computer per le scuole", con cui i buoni acquisto emessi su alcuni prodotti possono
essere scambiati con materiale informatico per le scuole locali. Tuttavia, come Ben Laurence
scrisse sull'Observer: "Mentre i costi per
la Tesco
sono modesti, i clienti devono spendere 110,000 sterline in generi alimentari perché una
scuola ottenga un modesto PC".
17- (il profumo del) pane appena sfornato. I supermercati non producono realmente il
pane che vendono, ma intervengono solo sull'ultima fase della lavorazione. Tutta la
preparazione e l'impastatura sono realizzate altrove. I supermercati si limitano a scongelare
la pasta e la riscaldano fino al punto in cui si diffonde un rassicurante profumo di pane
appena sfornato.
18- Carte fedeltà. O come i supermercati desiderano che le chiamiamo: "Carte
Premio". Facciamo la nostra spesa e ci ricompensano con uno sconto sugli acquisti futuri.
Cosa potrebbe esserci di più generoso? Se è un regalo, allora perché
la Tesco
negli ultimi 8 anni è riuscita ad istituire il progetto delle tessere a costo zero per i
supermercati? Perché spendiamo di più una volta che abbiamo la tessera. Primo, il 42 per
cento di noi, nel momento in cui entra in possesso di una tessera, spende più soldi, forse
per quella logica sbagliata che ci fa pensare che più compriamo più sconti otterremo e perciò
spenderemo meno. Seconda cosa, lo scopo dei buoni sconto, con i quali siamo premiati, non è
di indurci a risparmiare denaro, ma di invogliarci a comprare prodotti che normalmente non
acquisteremmo. Come uno spacciatore di droga ci fornisce la dose gratis per ridurci alla
dipendenza.
19- Televisione a zona. La nuova TV Tesco trasmette avvisi pubblicitari in rapporto
alla zona del magazzino che vi trovate a visitare. Siccome il 75 per cento delle decisioni
riguardo gli acquisti si prendono quando siamo vicini al prodotto, questo stratagemma di
marketing rivela tutta la sua potenza.
Fonte originale: CaniSciolti.info
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