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Esposto sulle "scie chimiche" degli aerei A produrle sarebbero i
cargo militari riconducibili all'attività della Base di Aviano Una denuncia-querela contro
ignoti per chiedere certezze e tutela della salute. Una salute che, per chi vive in provincia
di Pordenone e in particolare nell'area limitrofa ad Aviano, potrebbe essere in pericolo. A
lanciare l'allarme è il presidente regionale del Codacons, Vitto Claut, che ha presentato al
procuratore della repubblica di Pordenone, Luigi Delpino, un esposto nel quale chiede analisi
e accertamenti sul fenomeno delle "scie chimiche". Si tratta di tracce prodotte da
aerei cargo militari - secondo il legale è presumibile che siano riconducibili all'attività
della Base Usaf nel territorio - che depositerebbero sostanze nocive e cancerogene
nell'atmosfera e di conseguenze nei terreni. L'OSSERVAZIONE. "Da più di un anno - spiega
l'avvocato - mi sono accorto, e non sono il solo, della presenza nel cielo di scie diverse da
quelle prodotte da voli di linea e anche da aerei militari. Allora ho cominciato a
documentarmi e ho scoperto una cosa che ha fatto crescere in me una tremenda preoccupazione
per la salute dei cittadini della nostra provincia e che mi ha spinto a presentare la
denuncia". LE SCIE. Quello che l'avvocato ha scoperto, e che ha riportato nell'esposto
allegando documentazione cartacea oltre a immagini e filmati, è l'esistenza di scie chimiche,
"ovvero scie, si presume, composte da sostanze chimiche nebulizzate nell'aria tramite
sistemi di irrorazione montati su aeroplani che non appartengono al normale traffico
aereo". La loro diversità è visibile a occhio nudo. "A differenza di quelle
prodotte dal normale traffico aereo - spiega Claut - queste non si dissipano in pochi secondi
o minuti, ma permangono nel cielo espandendosi sino a generare una formazione nuvolosa che
tende a ricoprire tutta l'area interessata. Tendono inoltre a collocarsi a reticolo o a
scacchiera senza alcuna giustificazione in un normale traffico aereo". LO STUDIO.
Partendo da queste osservazioni il legale ha raccolto materiale per capirne di più e ha
scoperto che questo tipo di fenomeno è studiato in diverse parti del mondo e che, stando a
riprese e testimonianze, queste scie vengono rilasciate da aerei cargo che volano a bassa
quota e non compaiono nelle ordinarie mappe di volo. I primi studi scientifici sono stati
effettuati in Canada alla fine degli anni 90 su campioni di acqua prelevati nelle aree dove si
avvistarono le prime scie. Nel 2005 - dopo che anche in Italia sono stati osservati simili
fenomeni - il Cnr ha compiuto analisi su campioni di pioggia. In entrambi i casi è stata
rilevata una concentrazione molto al di sopra della norma di sostanze come quarzo, ossido di
titanio e idrossido di bario, ritenute pericolose per la salute. I PRECEDENTI.
"Sull'argomento - mette in evidenza Claut - sono già state presentate tre interpellanze
parlamentari: due in Italia nel 2003 e una a livello europeo. Ciononostante le informazioni
fornite dagli organismi ufficiali risultano insufficienti o in alcuni casi nulle e questo fa
crescere la preoccupazione e i dubbi sul fenomeno. In provincia di Pordenone questi timori
sono accresciuti dalla presenza della Base di Aviano".
LA RICHIESTA. Tutte
queste ragioni hanno spinto il presidente del Codacons, preoccupato soprattutto per le
conseguenze che potrebbero derivare per la salute dei cittadini, a presentare l'esposto alla
procura di Pordenone. Nella denuncia Claut chiede che sia svolta un'apposita perizia sulla
composizione delle acque, del terreno, delle colture, nonché delle infrastrutture
"specie nel territorio circostante la base di Aviano - e comunque nel circondario di
Pordenone - per valutare l'eventuale presenza di percentuali sopra la soglia di sicurezza di
alluminio, bario e di altre sostanze". L'esposto dell'avvocato arriva in un momento
delicato visto che
la Base
di Aviano è stata al centro delle polemiche che hanno interessato la decisione di ampliare
la Base
di Vicenza. "Mi rendo conto che questo mio atto potrebbe essere strumentalizzato - dice
Claut -, ma francamente al momento non mi interessa. Ritengo più importante che si discuta di
questo problema e si facciano tutte le verifiche del caso per accertare la sicurezza della
salute pubblica".
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